A leggere la sua biografia il cinema sembra appartenere da sempre a Gianluca Farinelli, e non una cinefilia di passione ma una scelta di campo all’interno di essa precisa, netta, di chi oltre a guardare si pone la questione di come farlo, quindi di costruire spazi, modalità di circuitazione, un pubblico per i film cercando di aggiungere ipotesi sempre nuove. Al liceo, a Bologna, Farinelli organizzava un cineclub, poi si è laureato in restauro cinematografico, la Cineteca della città era l’approdo quasi «naturale« per questa sua attenzione alla ricerca nel patrimonio cinematografico, e quando due anni dopo insieme a Nicola Mazzanti danno vita al Cinema Ritrovato tutti questi frammenti sparsi prendono forma continuando poi a rimodularsi nel tempo. «In realtà all’inizio pensavo di diventare un regista, poi però ho capito che mi interessava molto di più lavorare per i film degli altri» ci dice un po’ sorridendo. E aggiunge: «Il cinema mi ha formato, è stato una salvezza e un rifugio, e mi ha permesso di capire molte cose, ha accompagnato la mia vita».
Quel festival oggi compie quarant’anni e l’edizione che si apre domani (fino al 28 giugno) con il restauro di Aurora (Sunrise, 1927) di Murnau in Piazza Maggiore è la conferma di un lavoro ininterrotto del tempo, che lo ha reso uno degli appuntamenti di riferimento non solo per le comunità di esperti e studiosi internazionali e italiane ma anche per un pubblico molto diverso, che unisce più generazioni, con giovanissimi, appassionati e disposti a code infinite sotto l’afoso sole bolognese pur di scoprirne le meraviglie. La Cineteca di Bologna di cui Farinelli è direttore dal 2000, e che è diventata una Fondazione nel 2012, è uno dei luoghi fondamentali nelle mappe dei patrimoni cinematografici mondiali, insieme al laboratorio di restauro L’Immagine Ritrovata, negli anni ha costruito una nuova sede, che è quasi una piccola città del cinema allargando sempre di più le sue attività e collaborazioni senza perdere però quella spinta alla scoperta e all’innovazione che è alle sue origini. Ne abbiamo parlato con Gianluca Farinelli.







