L’Abbazia di Vallombrosa battezza il Piano Strategico 2026-2031 della Fondazione Giovanni Paolo II. Sabato sarà presentato nella sala capitolare il documento che in cinque assi farà da bussola alla realtà impegnata da quasi 20 anni in progetti di cooperazione internazionale e accoglienza in Italia. Dalla sede di Firenze, con centri a Fiesole, Reggello, Montevarchi e una sede a Betlemme, oggi lavora in 17 Paesi del mondo, ha realizzato oltre 60 progetti e accompagna ogni anno più di 20 mila persone. Il Piano strategico, spiega il presidente Damiano Bettoni, "vuole delineare una direzione chiara per i prossimi anni, mantenendo viva la fedeltà alle radici della Fondazione e rispondendo alle sfide di un contesto internazionale in continua evoluzione".
Cinque i grandi assi di sviluppo: rafforzamento dell’identità e della missione della Fondazione, valorizzazione delle persone e delle relazioni, sostenibilità economica e trasparenza, consolidamento delle attività di accoglienza e volontariato, promozione del pensiero, della formazione e del dialogo culturale. Particolare attenzione alla Terra Santa e al Medio Oriente. Il piano sarà presentato alla presenza anche del Vescovo Stefano Manetti, dell’abate di Vallombrosa padre Giuseppe Casetta, del professor Luigino Bruni e del professor Ivan Vitali della Scuola di Economia Civile.











