Le guerre19 giugno 2026 alle 00:35Il presidente Usa furioso per le critiche sull’accordo Al centro del confronto i 14 punti del memorandum

Lucerna.

Passare dal Novecento - i trattati firmati in Svizzera, nei grand hotel - al postcontemporaneo e all’accordo siglato in blockchain. Anche questo è Trump. Il vicepresidente Usa JD Vance, nel frattempo, non sa ancora quando e se verrà a Lucerna per i negoziati - «dipende dagli iraniani» - e allora azzarda: «Credo nel weekend». La cerimonia di gala, d’altra parte, è già bella che saltata e tanto vale guardare al pratico. I prezzi di petrolio e gas sono in picchiata, gli Usa hanno già fatto passare 12 navi iraniane dallo stretto di Hormuz, i vascelli occidentali bloccati riprendono la navigazione (c’è pure la Grande Torino della Grimaldi) e si apre una chance «per trasformare il rapporto dell’Iran col mondo». Chi critica l’accordo è quindi «invidioso, cattivo o stupido», ha tuonato The Donald.

L’altra sponda

Da Teheran arriva l’imprimatur della guida suprema, Mojtaba Khamenei. Con una postilla intrigante. «Io, per principio, avevo una visione diversa ma in virtù dell’impegno assunto dallo stimato presidente Pezeshkian e della sua esplicita accettazione di tale responsabilità, ho dato la mia autorizzazione», recita la dichiarazione diffusa dai media. Come dire, ci son dei dubbi. Intanto, un fatto certo. I 60 giorni a disposizione per negoziare i dettagli dell’intesa - con proroga se c’è il benestare delle parti - scattano da ieri, giovedì 18 giugno, ha precisato il vicepresidente Usa.