Roma, 21 giugno 2026 – Inizia oggi al Burgenstock, hotel sul lago di Lucerna, nel cuore della Svizzera, il primo ciclo di colloqui tra Iran e Stati Uniti per porre fine al conflitto che nei mesi scorsi aveva portato alla chiusura dello Stretto di Hormuz, con pesanti conseguenze sull'economia mondiale. In mattinata è arrivato il vicepresidente Usa, J.D. Vance, che prima di partire per l'Europa ha dichiarato ai cronisti di auspicare “progressi sulla questione nucleare e sul cessate il fuoco in Libano, i due temi principali su cui ci concentreremo”. L'ultimo cessate il fuoco tra Israele e Hezbollah è rimasto, ancora una volta, solo teorico e, mentre gli attacchi di Tel Aviv continuano a mietere vittime nel Sud del Paese dei cedri, Teheran ha richiuso lo Stretto come rappresaglia. Quanto al nucleare, Axios sostiene che Washington sia pronta a sbloccare parte dei fondi congelati della Repubblica Islamica se quest'ultima consentirà l'accesso ai siti di arricchimento dell'uranio agli ispettori dell'Age.

Intanto proseguono i raid israeliani nella Bekaa occidentale e nella regione di Tiro, nel sud del Libano, costati la vita ad almeno sette persone, mentre è di 5 vittime civili, tra cui un bambino, una donna e due anziani, il bilancio dei bombardamenti sulla città di Sohmor, nel Libano occidentale. Il ministro delle Finanze Bezalel Smotrich promette che Israele rimarrà nella zona di sicurezza che controlla all'interno del Libano per gli anni a venire e non si ritirerà nemmeno di fronte a una richiesta esplicita in tal senso da parte degli Stati Uniti.