Aggiungi ItaliaOggi alle tue fonti preferite su Google per non perderti i nostri contenuti8, 15, 7. Per chi crede alla “smorfia” potrebbero essere numeri da giocare al lotto, rigorosamente sulla ruota di Roma. Per chi segue la politica, invece, sono i numeri scanditi da Elly Schlein al termine del pranzo che ha riunito il campo progressista. Attorno al tavolo di una trattoria romana, insieme alla segretaria del Pd, sedevano Giuseppe Conte, Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni.«Segnatevi queste date: 8 e 15 luglio. Al lavoro per cambiare l’Italia”, hanno detto i quattro. Le cronache raccontano che i commensali abbiano condiviso una focaccia bianca, tanto che si è subito parlato di “patto della focaccia”. A fare notizia, tuttavia, è stata soprattutto l'assenza del quinto uomo: Matteo Renzi. Un'assenza che fa rumore anche se era nell’aria. Renzi è stato uno dei promotori del cosiddetto campo largo. Obiettivo: vincere le Politiche 2027 e mandare a casa Meloni.
Ma la leader democratica sa bene che soltanto con gli alleati di sinistra può sperare di costruire una coalizione competitiva: i sondaggi sono chiari, con M5s che veleggia oltre il 10% e Avs che ha agguantato il 7%, affidarsi alla forza di trascinamento centrista, IV è tra il 3 e il 4%, sarebbe una mossa suicida. “Non dobbiamo creare un’accozzaglia, altrimenti si vincono le elezioni ma poi ci si scioglie come neve al sole”, predica Conte, “noi vogliamo dimostrare che abbiamo già fatto un percorso in questa legislatura, non partiamo da zero". In effetti a dividere il campo largo non sono tanto i problemi di incompatibilità caratteriale e vecchie ruggini politiche. È soprattutto una questione di contenuti.












