Aggiungi ItaliaOggi alle tue fonti preferite su Google per non perderti i nostri contenutiLe agevolazioni per le Casse di previdenza dei professionisti che effettuano operazioni finanziarie nei fondi di venture capital che investono «direttamente» o, «a determinate condizioni, indirettamente (tramite fondi di fondi), nelle Pmi (Piccole e medie imprese) vengono già riconosciute» dalle norme in materia (come stabilisce, cioè, l’articolo 1, comma 213, della legge 145 del 2018) che, invece, non danno la possibilità che tali iniziative siano sottoscritte «tramite società». È quel che si legge nella risposta che il ministero dell’Economia ha fornito ieri in commissione Finanze alla Camera all’interrogazione a firma dei deputati della Lega Giulio Centemero, Stefano Candiani, Andrea de Bertoldi e Alberto Gusmeroli che, ricordando come la disciplina in materia di incentivi per il comparto pensionistico privato obbligatorio e per le forme complementari stabilisce che i redditi derivanti da taluni investimenti «qualificati» – tra i quali quelli in fondi di venture capital che immettono «almeno il 70% dei capitali in determinate Pmi» – sono «esentati dalle imposte sui redditi», avevano chiesto al governo se non ritenesse «opportuno adottare iniziative, anche normative, per chiarire se ed entro quale misura gli investimenti in Pmi da parte di un Fondo di venture capital possano concorrere al raggiungimento della soglia», pure se eseguiti «tramite una società veicolo, residente in Stati che consentono un adeguato scambio di informazioni, che a sua volta si impegni a detenere, o acquisire l’investimento nella Pmi».
Casse di previdenza, i finanziamenti ai fondi di venture capital non sono agevolati se effettuati tramite società - ItaliaOggi.it
Il chiarimento dal ministero dell’economia in risposta all’interrogazione parlamentare presentata da Giulio Centemero, Stefano Candiani, Andrea de Bertoldi e Alberto Gusmeroli










