Aggiungi ItaliaOggi alle tue fonti preferite su Google per non perderti i nostri contenutiLa Francia segue l'Italia a ruota in fatto di equo compenso agli editori per l'utilizzo dei contenuti giornalistici da parte delle piattaforme online. Il senato d'Oltralpe ha infatti approvato il disegno di legge sui diritti connessi già licenziato dall'Assemblea nazionale a marzo. Ora manca il vaglio dell'Unione Europea dopo la necessaria notifica ed entro fine anno al massimo la norma dovrebbe entrare in vigore.

La Francia approva l'equo compenso

Il ruolo dell'Arcom: trasparenza e poteri di arbitrato

Il ddl ricalca esattamente quanto già attuato dall'Italia: così come nella Penisola è stato attribuito un ruolo centrale all'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni nel processo che porta a stabilire il compenso dovuto agli editori, in Francia sarà l'Arcom (Autorità di regolamentazione delle comunicazioni audiovisive e digitali) ad assumere nuovi poteri. Da un lato, il compito dell'Arcom sarà quello di rendere le negoziazioni più trasparenti, imponendo alle piattaforme di fornire agli editori e alle agenzie di stampa i dati sull'utilizzo dei loro contenuti, pena l'imposizione di sanzioni. Dall'altro, l'autorità francese potrà essere chiamata in causa quando i tentativi di trovare un accordo diretto editori-piattaforme non vanno a buon fine, nel qual caso potrà determinare autonomamente l'ammontare della remunerazione dovuta sulla base dei cosiddetti diritti connessi.