Aggiungi ItaliaOggi alle tue fonti preferite su Google per non perderti i nostri contenutiUn nuovo Testo Unico sulle start-up, Pmi innovative, spin-off universitari e incubatori d’impresa, con l’obiettivo di riordinare una normativa frammentata e ricondurre in un’unica cornice le misure che in questi anni si sono introdotte. Questo contribuirà «ad un migliore utilizzo del sistema degli incentivi» e creerà un quadro più chiaro anche per gli investitori. A dirlo è stato il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, durante le interrogazioni a risposta immediata alla Camera del 17 giugno, che ha anche ricordato come l’iniziativa italiana si unisce a quella europea della creazione del 28° regime societario che ha l’obiettivo di favorire la mobilità e la crescita nel mercato unico.
I numeri in campo
Ministro che ha anche colto l’occasione per fare un bilancio sull’evoluzione dell’ecosistema italiano dell’innovazione: «ha registrato una crescita significativa».
Nel dettaglio, in questi tre anni: le Pmi innovative sono aumentate da 2.500 registrare nel 2022 a 3.170 nel 2025 e gli incubatori certificati sono cresciuti da 39 nel 2020 a 67 nel 2025. Facendo un’ulteriore passo in avanti, per quanto riguarda la distribuzione per settori di attività, gli ultimi dati del ministero disponibili per il terzo trimestre del 2025 mostrano come oltre l’80% delle start-up innovative fornisce servizi alle imprese (in particolare, prevalgono le seguenti specializzazioni: attività di programmazione e consulenza informatica, 46,12%; attività di R&S, 14,51%, Infrastrutture informatiche, elaborazione dati e hosting, 7,13%), Il 12,15% opera nel manifatturiero (su tutti: fabbricazione di macchinari e apparecchiature, 2,39%; fabbricazione di computer e prodotti elettronici e ottici, 1,79%;), e infine, il 2,61% nel commercio.








