Aggiungi ItaliaOggi alle tue fonti preferite su Google per non perderti i nostri contenutiEuropean Company. Un nuovo asset competitivo in grado di fermare l’emorragia delle startup promettenti, che di fronte alla frammentazione di 27 ordinamenti societari nazionali, scelgono di reincorporarsi negli Stati Uniti per attrarre capitali. L’Europa, quindi, non deve puntare al protezionismo, bensì alla creazione di un'infrastruttura giuridica societaria integrata e uniforme.

È quanto emerge dal position paper 9/2026, di Assonime con cui si promuove con forza la proposta di Regolamento istitutiva della European Company (EU Inc.), delineandone i contorni con rigorosa precisione giuridica e raccordandola alle priorità macroeconomiche dei Rapporti Letta e Draghi.

Le agevolazioni fiscali 2026Dalla prima casa al recupero degli affitti: come orientarsi fra detrazioni e crediti nella dichiarazione dei redditiLa nuova società europea e il contrasto allo scale-up deficit

Il regolamento che istituisce la European Company (EU Inc.) rappresenta una delle più rilevanti iniziative di diritto societario europeo dalla nascita del Mercato Unico. Non si tratta, osserva Assonime, di una semplice armonizzazione o del "28° regime" societario, bensì di una vera e propria Unione dei Risparmi e degli Investimenti a livello europeo in quanto l'Europa eccelle nella ricerca ma soffre di un cronico "scale-up deficit". Lo scopo concreto è la creazione di un quadro giuridico europeo uniforme, capace di sostenere l'innovazione, facilitare l'accesso ai capitali e rafforzare la competitività delle imprese europee.