In una delle sue ultime dichiarazioni disse che se i suoi avversari avessero voluto toglierlo di mezzo dalla scena politica avrebbero dovuto invocare l’aiuto di Trump, a sottolineare (esasperando il parallelismo) che solo una azione materiale, dura, avrebbe potuto avere la meglio su di lui. Clemente Mastella, tra gli ultimi ad avere un pedigree democristiano, è un profondo conoscitore della politica e dei meccanismi che la muovono: riesce a prevederli e ad anticiparli. In clima elettorale, il suo “fiuto” spesso ha avuto la meglio sulle ragioni e proiezioni dei sondaggisti e persino sull’intelligenza artificiale. Una qualità che gli ha consentito di attraversare mezzo secolo di storia italiana da protagonista. Per cinquant’anni Mastella è stato al servizio delle istituzioni. Prima deputato, poi senatore, sottosegretario alla Difesa, ministro del Lavoro e della Giustizia, europarlamentare, per pochi giorni (perché si dimise) consigliere regionale, sindaco di Ceppaloni prima e di Benevento ora.

L’obiettivo Domani festeggia le sue nozze d’oro con la politica, un amore secondo solo a quello che nutre per la moglie Sandra, i figli ed i nipoti. Lo fa con un evento organizzato al teatro romano, una festa popolare, tra la gente che ha sempre mostrato (alle urne) di apprezzare il suo essere «uno di loro». Durante la pandemia, per dirne una, diede il suo numero di cellulare a tutti. E a tutti coloro che lo contattarono rispose. Un’abitudine che conserva ancora oggi. Amico della gente sì, ma anche di tanti vip. Di Pippo Baudo, cui suggerì di far partecipare Claudio Villa a Sanremo come superospite. Di Raffaelle Carrà, alla quale riuscì a strappare un voto, lei che aveva sempre votato comunista. Di Renzo Arbore, di Boncompagni, di Claudio Baglioni, di Alessandro Siani, di Gigi d’Alessio, di Iva Zanicchi e di Katia Ricciarelli (che cantarono in occasione delle nozze d’oro con Sandra, l’anno scorso) e di tanti altri.Benevento, il sindaco Mastella: «Due immobili sequestrati alla camorra assegnati al Comune»È celebre, e viene “ripostata” spesso sui social, la sua foto, scattata a Capri, mentre è abbracciato con la rockstar internazionale Lenny Kravitz. Così come celebre è una puntata del 2004 di «Porta a Porta» nel corso della quale, insieme con il leghista Umberto Bossi, cantò una canzone in napoletano (il suo cavallo di battaglia al karaoke è Anima Mia dei Cugini di Campagna, ndr). Molti ricorderanno anche quando nel 2022, nel corso di un’intervista a «L’Aria che Tira», durante il periodo delle elezioni del presidente della Repubblica, a sorpresa tirò fuori dalla tasca un uovo, paragonandolo all’uovo di Colombo. Ne ha fatte tante Mastella. E potrebbe raccontarne altrettante («Ho potuto entrare da giovanissimo, essendo legato a De Mita e alla Dc, nei labirinti della politica, quella che meno appare all’esterno», disse nel corso di un’intervista a Il Mattino). Ma i suoi cinquant’anni di carriera non sono stati sempre dorati. Nel 2008 un’inchiesta giudiziaria travolse sua moglie Sandra, all’epoca presidente del consiglio regionale della Campania. Lui era ministro della Giustizia. Rassegnò le dimissioni e il governo Prodi cadde. Il buio e la rinascita Cominciò un periodo buio, fatto di amarezza, durante il quale fece sua una frase di Gramsci, a cui aveva dedicato la tesi di laurea in Filosofia («Meglio avanzare e morire che fermarsi e morire»). La vicenda si concluse, anni dopo, con la caduta di tutte le ipotesi accusatorie. Domani però Mastella celebrerà la resilienza.Il sindaco di Benevento Clemente Mastella festeggia le nozze d'oro con la politica italiana: 50 anni di passioneSarà sul palco insieme a Marco De Marco (editorialista Corriere della Sera), a Gigi Marzullo (giornalista Rai), al ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, ai suoi grandi amici Pierferdinando Casini e Diego Della Valle, al sindaco di Napoli Gaetano Manfredi, allo scrittore Maurizio De Giovanni. Ci saranno anche Anna Tatangelo, Gigi Rivieccio e «un vecchio amico tenore - anticipa Mastella - che si esibiva alla festa dell’Udeur». Domenica poi il sindaco di Benevento sarà protagonista della puntata de «L’indignato speciale» in onda su Rtl 102.5. Il percorso Era il 20 giugno del 1976 quando, appena 29enne, fu eletto per la prima deputato con la Democrazia Cristiana (fino a qualche anno fa, lui e l’ex presidente Usa Joe Biden erano tra i politici più giovani mai eletti). Prima di approdare a Montecitorio, era stato professore di filosofia prima, e giornalista Rai, poi. Figlio di un maestro elementare e di una casalinga, ha attraversato la Prima e la Seconda Repubblica, conquistando un posto da protagonista nella storia. «I sondaggi - dice spesso con una vena ironica, facendo riferimento a una classifica globale su influenza e notorietà dei personaggi - hanno detto che qui nel Sannio, dopo Padre Pio, sono io il personaggio più famoso».