Il discorso di insediamento di Giuseppe Saragat all'Assemblea Costituente "è da un lato un tema di attualità ma di fatto è anche il tema di storia", ufficialmente abolito dall'esame di Maturità dal 2019: a ragionare con l'ANSA del tema più atteso alla vigila dai maturandi è il costituzionalista ed ex politico italiano Stefano Ceccanti. "Nell'80 - ricorda - ci diedero una frase di Calamandrei molto simile ma quasi nessuno sapeva chi fosse Calamandrei e la frase, sulla libertà che viene dalla tradizione cristiana, fu da molti fraintesa, insomma, ci fu una polemica e non in tanti facemmo bene quel tema". Questa volta una prova sull'argomento, visto che l'Italia ha celebrato l'80mo anniversario della Repubblica Italiana, era attesa dagli studenti. Per Ceccanti, "si tratta di una traccia che porta a ragionare su cosa fare insieme ma invita soprattutto ad essere uniti nonostante le differenze. Dobbiamo fare la Costituzione, insieme conciliare unità a diversità", questo il concetto chiave che "poteva essere un modo 'estroso' e innovativo per sviluppare l'argomento, andando così contro gli eccessi di partigianeria che tendono a polarizzare oggi la politica ed ogni cosa, mettendo al centro il tema della capacità di ascolto, di saper fare le cose insieme". E' questo, per Ceccanti, che è anche docente di diritto pubbico comparato all'università La Sapienza, "il modo più intelligente per affrontare la prova". Saragat nel suo ragionamento parte dall'omicidio Matteotti, dagli antifascisti che si sono opposti al regime, cosa che gli fa poi dire che sarebbe stata ingiusta una punizione nel futuro trattato si pace. Di qui seguono i ragionamenti sul ruolo dell'assemblea constituente "che deve costruire insieme, deve essere una costruzione appunto; bisogna avere un senso civico comune al di là delle appartenenze - ammonisce Saragat - in questo modo va conciliata unità e diversità su alcuni fondamenti. Dobbiamo cercare di essere uniti, questo il concetto forte, in controtendenza rispetto alle tendenze politiche di oggi. E' un messaggio educativo ai giovani di non essere settari ed un invito al bilanciamento dei diritti e dei doveri", conclude Ceccanti.