di
Antonio Carioti
La traccia b1 di testo argomentativa è sull'Assemblea Costituente, con un brano tratto dal discorso di insediamento del presidente Giuseppe Saragat
La traccia b1 di testo argomentativa è sull'Assemblea Costituente, con un brano tratto dal discorso di insediamento del presidente Giuseppe Saragat.Proposta B1Testo tratto da: Assemblea Costituente (Insediamento e discorso del Presidente Giuseppe Saragat), Seduta del 26 giugno 1946, in Camera dei Deputati, Portale storico Assemblea Costituente 25 giugno 1946 - 31 gennaio 1948.«Senza l'adesione di tutto il popolo ai princìpi della democrazia politica, non soltanto non è possibile alcun progresso umano, ma le stesse conquiste legate da secoli di storia sono insidiate e minacciate di rovina.Voi, eletti dal popolo, riuniti in questa Assemblea sovrana, dovete sentire l'immensa dignità della vostra missione. A voi tocca dare un volto alla Repubblica, un'anima alla democrazia, una voce eloquente alla libertà.Dietro a voi sono le sofferenze di milioni di italiani; dinanzi a voi le speranze di tutta la Nazione.Fate che il volto di questa Repubblica sia un volto umano. Ricordatevi che la democrazia non è soltanto un rapporto fra maggioranza e minoranza, non è soltanto un armonico equilibrio di poteri sotto il presidio di quello sovrano della Nazione, ma è soprattutto un problema di rapporti fra uomo e uomo. Dove questi rapporti sono umani, la democrazia esiste; dove sono inumani, essa non è che la maschera di una nuova tirannide. (Applausi).Ecco perché, oltre che sui problemi della struttura politica dello Stato repubblicano, voi vi piegherete su quello della struttura sociale del Paese.Nel grande moto che spinge le classi diseredate a rivendicare un destino meno iniquo voi non vedrete una minaccia per la libertà, ma, al contrario, la forza motrice del progresso, solo che venga disciplinato dalla saggezza dei legislatori e non venga ostacolato dall'egoismo dei ceti privilegiati. (Applausi).Nella Repubblica democratica la libertà politica e la giustizia sociale trovano il terreno su cui possono integrarsi in una sintesi armoniosa. Tutta la vostra saggezza di legislatori sarà quindi orientata alla ricerca della formulazione più efficace atta a tradurre in termini concreti queste esigenze fondamentali di ogni consorzio civile ed a favorirne la pratica realizzazione.Se vi porrete su questo piano, le divergenze ideologiche che possono sussistere tra di voi si concilieranno nell'ambito dei diritti imprescrittibili della persona umana e delle società naturali in cui essa vive.Egualmente la concretezza di questi diritti riceverà possente rilievo dalla loro correlazione con le norme che voi elaborerete intorno ai fondamenti strutturali dello Stato repubblicano, avendo presente che la democrazia si crea nella misura in cui la separazione fra il popolo e l'apparato dei pubblici poteri progressivamente scompare.Ma, oltre all'elaborazione delle leggi fondamentali dello Stato repubblicano, altri doveri vi sovrastano. In primo luogo quello di offrire al Paese, pur nelle necessarie e feconde divergenze, l'esempio della concordia e del più alto civismo. Poiché, più che dalle leggi scritte nei testi fondamentali, la democrazia diviene una realtà vivente ad opera del costume che si stabilisce fra gli uomini. E se è vero che questo costume è condizionato dalla situazione economica e sociale di un'epoca determinata, non è men vero che la coscienza reagisce per trasformarlo portandolo ad un livello più alto.Alla volontà di potenza, scaturente dall'egoismo sfrenato dei singoli e dei gruppi politici ottusi al senso della libertà, voi opporrete la potenza della volontà libera, imponendo a voi stessi i limiti invalicabili segnati dalla coscienza morale. [...]Onorevoli colleghi, con l'instaurazione della Repubblica italiana si inizia un periodo nuovo nella storia del nostro Paese.Una pesante eredità di miserie e di dolori grava sul nostro presente, ma anche lo illumina un passato di gloria imperitura.Per diradare la grigia penombra da cui siamo circondati, leviamo sempre più alta la fiamma della libertà e della giustizia. Alla sua vivida luce noi scorgeremo, sino ai limiti del più lontano orizzonte, la strada per cui si avvia la Patria risorta.È un cammino aspro, irto di ostacoli, ma che sale verso libere altezze, la tenacia e la fede lo sorreggiamola come figli devoti in questa marcia in avanti, docili ai suoi cenni materni, fedeli alla sua volontà sovrana. Viva la Repubblica italiana! Viva l'Italia!Comprensione e analisiPuoi rispondere punto per punto oppure costruire un unico discorso che comprenda le risposte a tutte le domande proposte.










