La traccia 1 della tipologia B, analisi e produzione di un testo argomentativo, alla prima prova della Maturità 2026 è un brano tratto dal discorso di insediamento all’Assemblea Costituente del presidente della Repubblica, Giuseppe Saragat.

Giuseppe Saragat.

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Alle 8.30 di giovedì 18 giugno oltre 527mila studenti in tutta Italia hanno iniziato il loro esame di Maturità. Come da consuetudine la prima prova da affrontare è il tema di italiano, diviso in tre tipologie di tracce: A, B e C. In particolare la categoria B, analisi e produzione di un testo argomentativo, è divisa in tre proposte, la prima delle quali (B1), per il 2026, è l'Assemblea Costituente, con un brano tratto dal discorso di insediamento del presidente Giuseppe Saragat. Il testo selezionato e pronunciato apre i lavori dell'organo chiamato a scrivere la Costituzione italiana.

Chi è Giuseppe Saragat, il quinto presidente della Repubblica italiana Nato a Torino nel 1898, Giuseppe Saragat fu uno dei protagonisti assoluti della nascita della Repubblica italiana. Nel 1922 aderì al socialismo e, da convinto antifascista, durante il regime fascista scelse l'esilio in Svizzera, per poi spostarsi in Austria e in seguito in Francia, dove conobbe anche Sandro Pertini. Saragat rientrò in Italia nel 1943, dopo la caduta del fascismo, e il 25 agosto a Roma prese parte al primo incontro che portò alla ricostituzione del Partito socialista italiano, poi diventato Psiup. Alle elezioni politiche del 1946 venne eletto deputato all'Assemblea Costituente per il Psiup. Il 25 giugno di quello stesso anno, in seguito alla vittoria della Repubblica nel referendum del 2 giugno, divenne presidente della Costituente, ruolo che rivestì fino al febbraio 1947. Il suo percorso politico fu tutto all'interno del Partito socialista italiano. Il suo pensiero contraddistinto da idee riformiste, democratiche ed europeiste, in contrapposizione con la linea del partito più vicina al comunismo. Nel 1947 partecipò alla scissione socialista di palazzo Barberini, da cui nacque il Partito socialista dei lavoratori italiani, poi trasformato in Partito socialista democratico italiano. Nel corso della sua carriera politica ricoprì diversi ruoli, tra cui quello di ministro degli Esteri, fino all'elezione a presidente della Repubblica nel 1964, ruolo che rivestì fino al 1971. Fu il quinto presidente della Repubblica, successore di Antonio Segni e precedessore di Giovanni Leone.