Tiene banco da mesi la discussione su un possibile disimpegno di Stellantis da Maserati. Voci alimentate soprattutto dalle difficoltà riscontrate dal brand modenese nell’ultimo biennio (male il 2024, con 11.300 consegne globali, malissimo il 2025, solo 7.300: nel 2023 ammontavano a 26.600) e dalla necessità del gruppo di razionalizzare investimenti e piattaforme.

Ad alimentare ulteriormente il vespaio, le ombre cinesi. Soprattutto quella di BYD, che ha ammesso di seguire le vicende del brand da vicino e che avrebbe messo gli occhi su Cassino, casa della Grecale, nella ricerca di nuovi hub produttivi in Europa.

Ma Maserati “non si vende”, lo hanno ribadito forte e chiaro i vertici del gruppo e del marchio. E se si parla di Cina, la questione, casomai, è un’altra: riguarda la possibile condivisione di costi di sviluppo e tecnologie.

Torniamo al 17 giugno. Durante l’audizione davanti

alle Commissioni Attività produttive della Camera e Industria del