I presidenti statunitense e iraniano, Donald Trump e Massoud Pezeshkian, hanno firmato a distanza il protocollo d’intesa in cui Teheran si impegna a diluire il proprio uranio arricchito nell’ambito di futuri negoziati, in cambio della revoca delle sanzioni da parte di Washington. Washington e Teheran hanno raggiunto l’accordo per porre fine al conflitto scatenato il 28 febbraio dagli Stati Uniti e da Israele contro la Repubblica islamica, che ha causato migliaia di morti, soprattutto in Iran e in Libano. Il protocollo d’intesa, che include il fronte libanese, è stato firmato da Donald Trump, in visita in Francia, come ha riferito un funzionario americano.Il testo è stato firmato dal presidente iraniano Massoud Pezeshkian e dal suo omologo americano, ha dichiarato da parte sua il portavoce del ministero degli Affari esteri, Esmail Baghai. La cerimonia di firma formale da parte del vicepresidente americano JD Vance e del presidente del Parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, inizialmente prevista venerdì in Svizzera, sembra quindi ormai superflua, ha sottolineato. «Questo accordo sancisce il fallimento degli Stati Uniti» nei confronti dell’Iran, ha dichiarato mercoledì sera Ghalibaf alla televisione di Stato. Il segretario generale di Hezbollah, Naim Kassem, ha definito l’accordo una «grande vittoria» per l’Iran, che ha ringraziato per aver insistito affinchè vi fosse incluso il fronte libanese. In un messaggio televisivo, ha esortato a «trarre vantaggio» da questo accordo per «espellere Israele» dal Libano. Il Libano è entrato nel conflitto quando, il 2 marzo, Hezbollah ha lanciato razzi contro Israele in sostegno all’Iran. Il leader di Hezbollah ha inoltre esortato il governo libanese a interrompere i negoziati diretti con Israele avviati ad aprile sotto l’egida di Washington.Il presidente libanese Joseph Aoun ha in precedenza assicurato che il processo era «indipendente» dall’accordo tra Stati Uniti e Iran. Il testo del protocollo d’intesa, letto da un alto funzionario statunitense ai giornalisti, prevede che gli Stati Uniti sospendano, sin dalla firma, le sanzioni sulla vendita di petrolio iraniano. Si impegnano inoltre a revocare tutte le sanzioni contro Teheran in caso di conclusione di un accordo definitivo, al termine di un periodo di negoziati di 60 giorni. Nel corso di questi due mesi, i due paesi discuteranno di un meccanismo che consenta di gestire le scorte iraniane «ricorrendo, come minimo, a un metodo di diluizione in loco sotto la supervisione dell’AIEA (Agenzia internazionale per l’energia atomica)», ha sottolineato il funzionario, che vede in questo una «vittoria importante» per Washington. Da parte sua, secondo la stessa fonte, l’Iran dovrà consentire, entro 30 giorni, il pieno ripristino della circolazione marittima nello strategico stretto di Hormuz, il cui blocco grava sull’economia mondiale.