Il mio scritto della Maturità risale al 1963. Era un'aula al secondo piano del Liceo Massimo d'Azeglio di Torino. Di lì erano passati Primo Levi, Fernanda Pivano, Augusto Monti, Cesare Pavese,i futuri Nobel Salvador Luria e Renato Dulbecco. E pure Piero Angela. Arrivavo all'esame con due cinque, uno di scienze e uno di filosofia. Sono uscito con la seconda miglior maturità di quell'anno a Torino e due 10: in scienze e in filosofia, le cose di cui nella vita mi sono occupato e che mi hanno dato uno stipendio. Sono anche, a 82 anni, le sorgenti tematiche del mio lavoro. Questa mattina, apprendendo della traccia 2B, mi sono ritrovato su quel banco. All'epoca scelsi un tema che chiedeva di motivare l'imminente scelta della facoltà universitaria in vista di una preferenza professionale. Argomento piuttosto prevedibile. Ora, però, anno 2026, le cose vanno meglio. Alla Maturità questa mattina gli studenti della traccia 2B hanno scritto di scienza, metodo scientifico, divulgazione, creatività. Cioè la dote necessaria al bravo scienziato come al buon divulgatore. So per vie traverse che tra i consulenti del ministro Valditara c'è la matematica Lorella Carmali, classificatasi qualche anno fa tra i 5 migliori insegnanti del mondo e premiata a Dubai. Lorella, come me, è profeta della creatività. Se l'intelligenza è saper trovare la risposta a una domanda ancora aperta, creatività è rispondere a una domanda che non è ancora stata fatta da nessuno. È fantastico che nella Scuola, che per natura deve coltivare il pensiero convergente, e quindi privilegiare le nozioni acquisite, sia entrato il concetto di creatività. Perché la creatività esige un pensiero come minimo "laterale" (alla De Bono), e magari divergente. La scienza nasce dalla curiosità, la curiosità dalla meraviglia davanti al mondo. L'esperimento è una domanda fatta alla natura, e lo scienziato deve inventare questa domanda, che deve sperabilmente dare un risultato verificato e verificabile in modo indipendente. Questo paese ha bisogno di giovani creativi che si prendano tra le mani il mondo. Teniamoceli stretti!
La creatività del bravo scienziato che deve saper rivolgere la domanda giusta alla natura
L’intervento del giornalista Piero Bianucci e il suo libro ripreso dalle tracce della maturità












