La società civile italiana continua a chiedere alle Forze armate arabe libiche, le autorità de facto della Libia orientale e meridionale, la scarcerazione immediata di dieci persone appartenenti al Convoglio di terra Global Sumud, detenute arbitrariamente dal 24 maggio esclusivamente per aver tentato di portare aiuti nella Striscia di Gaza durante il perdurante genocidio portato avanti da Israele.
Dopo un periodo di sparizione forzata compreso tra due e nove giorni, le persone arrestate sono state interrogate dalla procura e indagate per “assembramento non autorizzato”. Un’udienza che avrebbe dovuto svolgersi il 9 giugno è stata rinviata, prolungando così l’incertezza sulla loro situazione giudiziaria e sulle condizioni di detenzione.
Le preoccupazioni per il protrarsi delle indagini e per le condizioni di salute delle persone detenute in Libia hanno spinto Amnesty International Italia a proseguire la mobilitazione in loro favore. Da oggi, giovedì 18 giugno, i gruppi locali dell’organizzazione saranno in piazza insieme alla Global Sumud Flottilla e ad altre organizzazioni – tra cui AOI, ARCS, Assopace Palestina, CGIL, CISS, COSPE, Emergency, Greenpeace, Oxfam Italia e Rete Italiana Pace e Disarmo – per chiedere alle autorità libiche e ai governi di cui le persone detenute hanno la nazionalità di attivarsi per la loro immediata scarcerazione.








