Il trekking del monte Manaslu, nel nord del Nepal, è lungo più di cento chilometri, attraversa una riserva naturale e si può fare solo con una guidaIl trekking del monte Manaslu, nel nord del Nepal, è lungo più di cento chilometri, attraversa una riserva naturale e si può fare solo con una guida

Il trekking del circuito del Manaslu, nel Nepal settentrionale, è un sentiero di montagna impervio che sale dalle gole del fiume fino alla foresta. Offre la possibilità di scoprire una realtà dove per il momento il tempo sembra essersi fermato.

A Pasqua sono partita con il mio compagno per un’escursione di dodici giorni lungo il sentiero del Manaslu. Si è rivelato il viaggio più impegnativo della mia vita. Il trekking è lungo 130 o 160 chilometri, a seconda del tragitto scelto. Si parte da Machha Khola, sul fiume Budhi Gandaki, e si prosegue a nord verso il confine tibetano. Il punto più alto è il passo Larke, a 5.106 metri d’altitudine, dove l’ossigeno è la metà di quello al livello del mare. Abbiamo dovuto fare i conti con la neve, le nottate gelide, la carenza di viveri e di servizi essenziali.

Queste difficoltà, però, sono state ampiamente ripagate da un’esperienza autentica, lontana dalla folla. In un’epoca in cui i turisti possono essere trasportati in elicottero da Kathmandu ai campi base dell’Everest e dell’Annapurna, le avversità del trekking del Manaslu diventano un lusso. Nel 2016 la riserva naturale del Manaslu, dove passa il percorso, aveva rilasciato meno di cinquemila permessi. Dalla fine della pandemia il numero di turisti è aumentato vertiginosamente e nel 2024 ha superato per la prima volta quota diecimila. Un numero irrisorio se paragonato a quello dei turisti che si cimentano con il trekking del campo base dell’Everest, che ha più di 35mila visitatori all’anno.