“Se vogliamo che i giovani alzino lo sguardo dagli schermi, dobbiamo dargli più di una regola. Dobbiamo dargli una cultura condivisa che possano contribuire a plasmare”, scrive su Time Adam Howard, docente al Colby College, negli Stati Uniti. Howard porta la sua esperienza in classe per ragionare su come gestire la presenza degli smartphone nella vita degli adolescenti: “I giovani non convivono con i dispositivi perché mancano di disciplina. Ci convivono perché gran parte del loro mondo sociale ormai li attraversa”. Ecco perché non basta vietare i telefoni, ma serve creare regole condivise: “Lo scopo dev’essere la tutela di uno spazio dove siano possibili attenzione, dignità e apprendimento”.
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