Gli studiosi hanno le idee chiare: la crisi della salute mentale dei giovani è provocata dal peggioramento delle loro condizioni materiali e non dal diffondersi dei social e dei telefonini. Vietarli, quindi, non serve a nienteLo scorso 15 giugno, l’ormai ex primo ministro inglese, Keir Starmer, ha annunciato: «I social media verranno vietati a tutti i giovani di età inferiore ai 16 anni. Restituiamo ai nostri ragazzi la loro infanzia!». Come se i social fossero un mostro maligno che li turba e li corrompe. Il governo inglese ha preso questa decisione seguendo l’esempio di quello australiano, che ha annunciato un divieto simile qualche tempo fa. Ai giovani verrà vietato l’accesso a Snapchat, TikTok, YouTube, InstagramAndrea CasadioÈ medico, giornalista e autore tv. Ex docente universitario ed ex ricercatore di neuroscienze alla Columbia University di New York, ha partecipato agli studi sulla memoria che hanno permesso a Eric Kandel, capo del laboratorio, di ottenere il premio Nobel per la Medicina nell'anno 2000. Ha collaborato come inviato e autore televisivo a varie trasmissioni (Turisti per caso, Sciuscià, Velisti per caso, Annozero, Servizio pubblico, Piazzapulita).
I nostri giovani stanno male. Proibire i social non li salverà
Gli studiosi hanno le idee chiare: la crisi della salute mentale dei giovani è provocata dal peggioramento delle loro condizioni materiali e non dal diffondersi dei social e dei telefonini. Vietarli, quindi, non serve a niente







