Risoluzione desiderata:
Lancini: vietare i social non è la soluzione, bisogna educare a starci, l'esempio deve partire dagli adulti (il video)
Per Matteo Lancini psicologo e psicoterapeuta il divieto di utilizzo dei social media sotto i 16 anni, che il primo ministro inglese Keir Starmer intende proporre, non è risolutivo dei problemi degli adolescenti. I social e il web fanno ormai parte della vita del mondo occidentale e bisogna imparare a starci, ha ripetuto più volte il presidente dell’associazione Il Minotauro che si occupa del disagio degli adolescenti. Bisogna dare ai giovani un’alternativa per potere evitare i rischi insiti nella rete web: “L'alternativa a questo pericolo è riaprire i cortili e i giardini, cosa che nessun genitore, nessuna scuola vuole fare”.
Non c’è più una società educante
Gli adulti troppo spesso sono collegati a quegli stessi social che si vuole vietare ai figli. Manca un’alternativa chiara per i giovani. “Prima si usciva, tua madre ti guardava a 11 anni e diceva: "Esci, speriamo che tu torni", e nessuno ti controllava, ma era una società dove c'era una comunità educante. Siccome siamo diventati individualisti e abbiamo sequestrato il corpo dei figli — vietato il gioco del pallone comparso prima dell'arrivo non solo dei social, ma dello smartphone — oggi non li vogliamo neanche socializzati in internet perché ci sono pericoli”. E’ l’assenza di prospettive a isolare i giovani, secondo Lancini, più dei social che non solo il primo ministro inglese vuole vietare ma anche altre nazioni. L’Australia a dicembre 2025 è diventata la prima nazione a vietare l’accesso ai social media ai minori di sedici anni. A giugno 2026 il ministro della cultura canadese ha presentato una proposta di legge che vieta agli under sedici di avere account sui social.











