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Il primo ministro del Regno Unito Keir Starmer ha annunciato che il suo governo vieterà ai minori di 16 anni l’uso dei social network: l’obiettivo è tutelare i giovani dai rischi per la salute mentale e per lo sviluppo posti dalle piattaforme online, un argomento molto divisivo e su cui non c’è ancora un chiaro consenso scientifico. Nei mesi scorsi era stata avviata una fase di consultazioni per decidere come affrontare la questione. Con questa decisione il Regno Unito si unisce a diversi altri paesi che hanno già introdotto il divieto o hanno detto di volerlo fare (fra cui Francia e Spagna): il governo ha citato esplicitamente come modello l’Australia, primo paese a introdurre una regolamentazione del genere.

Starmer ha detto di ritenere che i social media non creino un ambiente felice per i bambini e i ragazzi: ha detto che sono pensati per creare dipendenza, facilitano il bullismo e permettono di entrare in contatto con contenuti dannosi, promossi dagli algoritmi perché catturano l’attenzione. Secondo Starmer i social distraggono i ragazzi dai compiti e dalla lettura, ma anche dal giocare con gli amici all’aperto e andare a letto presto.

Il divieto includerà piattaforme come Instagram, YouTube, TikTok, Snapchat, Facebook e X, dove gli utenti possono postare contenuti e vedere quelli pubblicati da altre persone selezionati da un algoritmo. Saranno limitate anche le funzioni di chat fra estranei e la trasmissione di dirette in streaming su piattaforme diverse (come quelle per i videogiochi online), bloccandole quando includono i minori di 16 anni: il governo ha detto che è il primo caso in cui vengono regolamentati anche questi aspetti. Saranno invece ancora utilizzabili app più strettamente di messaggistica, come WhatsApp.