Il Regno Unito vieterà l'uso dei social media ai minori di 16 anni. Ad annunciarlo il primo ministro britannico Keir Starmer spiegando che si tratta di un provvedimento messo a punto per proteggere i bambini dai pericoli online, sulla scia di una misura simile introdotto lo scorso anno dall'Australia.

“Non è una cosa che faccio alla leggera e non la presenterò come gratuita, come se i social media non avessero portato alcun beneficio ai giovani, perché chiaramente questo è sbagliato. Ma il governo si basa sempre sulle scelte, ed è chiaro che un divieto totale sia la scelta giusta", ha detto il premier britannico.

È così? Lo abbiamo chiesto a Matteo Lancini psicologo, psicoterapeuta e presidente della Fondazione Minotauro, che ha dedicato molti saggi e libri alle problematiche giovanili. “La prima questione da porsi è se si tratta di una legge applicabile. Fare leggi con i no che aiutano a crescere è facile, ma poi i divieti vanno gestiti, per non perdere credibilità”, premette l’esperto.

Professor Lancini, a cosa si riferisce?

“In questo momento in Italia è vietato il cellulare nelle scuole medie e superiori. Ma spesso i telefonini vengono usati lo stesso. In Australia, dove una legge obbliga le piattaforme a chiudere o non aprire account agli under 16, non riescono a controllare l’età di chi accede ai social. È una misura che sappiamo far realizzare o che serve per avere consenso popolare? Le regole implicano conflitto e vanno gestite”.