Roma, 18 giu. (Adnkronos Salute) - "Convivere con l'anemia falciforme e la talassemia significa affrontare una malattia che non concede pause. La mia storia dimostra che la ricerca non è qualcosa di lontano o astratto: ha un volto, un nome e ha conseguenze reali. Fino a pochi anni fa, una terapia come quella che ho ricevuto sembrava impensabile. Oggi rappresenta una possibilità concreta per tanti pazienti. Essere stata la prima persona in Italia e in Europa ad affrontare questo percorso mi fa sentire ancora più forte e consapevole della responsabilità di testimoniare quanto la ricerca possa fare la differenza". Queste le parole di Shrika, trattata nel 2025 al Policlinico San Matteo di Pavia con una nuova terapia genica, primo caso in Italia ed Europa.

"Quando i medici mi hanno parlato della terapia genica - racconta la giovane - ho pensato che la mia vita potesse davvero cambiare. Dopo anni trascorsi tra ricoveri, crisi, trasfusioni e complicanze, ero abituata a convivere con la malattia e a gestirne le conseguenze. Per la prima volta, mi sono trovata davanti a una cura, alla possibilità di poter riscrivere la mia storia. È stato, al tempo stesso, un momento molto delicato: non avevo punti di riferimento, essendo la prima persona in Italia e in Europa a intraprendere questo percorso. Non potevo parlarne con qualcuno che lo avesse già vissuto o che potesse dirmi cosa aspettarmi. Ho avuto paura, è impossibile negarlo - ammette - Ma quella paura era accompagnata da una speranza ancora più grande. Pensavo a tutto ciò che la malattia mi aveva tolto e alla possibilità di riconquistare quello che avevo sempre desiderato: una vita meno condizionata".