Il Tribunale del Riesame di Napoli conferma il sequestro preventivo nei confronti di Gaetano Ruggiero, mentre Fabio Giorgio sceglie di non impugnare il provvedimento. Si registra un nuovo sviluppo nell'inchiesta della Procura di Torre Annunziata sulla cosiddetta "rimborsopoli", che ha travolto due ex consiglieri comunali accusati, a vario titolo, di aver ottenuto indebitamente rimborsi legati alla partecipazione alle commissioni consiliari. Respinto infatti il ricorso presentato da Ruggiero, confermando integralmente il decreto di sequestro preventivo emesso dal gip del Tribunale di Torre Annunziata su richiesta della Procura. Fabio Giorgio, invece, destinatario dello stesso provvedimento cautelare, non ha proposto impugnazione davanti ai giudici della libertà. La vicenda trae origine dalle indagini della Guardia di Finanza di Torre Annunziata, coordinate dalla Procura oplontina, scattate dopo una segnalazione del segretario generale del Comune sui gettoni di presenza e sui rimborsi erogati ai datori di lavoro dei consiglieri comunali per le assenze legate all'attività istituzionale. Secondo gli inquirenti, i due ex consiglieri avrebbero utilizzato artifici e false dichiarazioni per indurre il Comune a riconoscere rimborsi non dovuti. Per quanto riguarda Ruggiero, dipendente di un ufficio postale nella vicina Torre del Greco, la Procura contesta di aver dichiarato falsamente di non disporre di mezzi propri e di dover utilizzare i trasporti pubblici, indicando un tempo medio di percorrenza di 85 minuti per raggiungere Palazzo Criscuolo dalla sede di lavoro. Gli accertamenti eseguiti dalla Guardia di Finanza, attraverso servizi di osservazione e l'analisi delle immagini di videosorveglianza, avrebbero invece documentato che l'ex consigliere utilizzava abitualmente uno scooter intestato al padre, impiegando circa mezz'ora per il tragitto. Secondo l'accusa, tra ottobre 2024 e ottobre 2025 questo sistema avrebbe consentito di ottenere rimborsi indebiti per 4.093,70 euro, corrispondenti alle ore di permesso retribuito calcolate sulla base dei tempi di percorrenza dichiarati e ritenuti non veritieri. Diversa la posizione di Fabio Giorgio. La Procura sostiene che l'ex consigliere avrebbe costituito, in concorso con il padre, un rapporto di lavoro fittizio presso una federazione sindacale con sede nel Lazio, a oltre 300 chilometri da Torre Annunziata, così da giustificare l'intera giornata di assenza dal lavoro per partecipare alle commissioni consiliari. Il meccanismo avrebbe consentito di ottenere rimborsi per complessivi 14.162,61 euro. Il comunicato della Procura ricorda che il procedimento nasce dalla denuncia del segretario generale del Comune, che aveva segnalato anomalie nei costi delle commissioni consiliari e nei rimborsi riconosciuti ai datori di lavoro dei consiglieri.
Rimborsopoli a Torre Annunziata, il Riesame respinge il ricorso di Ruggiero: Giorgio non impugna il sequestro
Il Tribunale del Riesame di Napoli conferma il sequestro preventivo nei confronti di Gaetano Ruggiero, mentre Fabio Giorgio sceglie di non impugnare il provvedimento. Si registra un nuovo sviluppo...









