Emiliano Esposito e Vincenzo Sbrizzi

19 maggio 2026 11:36

Un sequestro preventivo da 18.256,31 euro è stato eseguito dalla guardia di finanza nei confronti dei due consiglieri comunali di Torre Annunziata, Fabio Giorgio e Gaetano Ruggiero e del padre del primo. Entrambi del Partito democratico, Giorgio era anche il capogruppo in consiglio. Il provvedimento, emesso dal gip del tribunale di Torre Annunziata su richiesta della procura retta da Nunzio Fragliasso, riguarda un’indagine sui rimborsi e sui gettoni di presenza legati alla partecipazione dei consiglieri alle commissioni consiliari. I due consiglieri e la terza persona sono ritenuti dagli inquirenti "gravemente indiziati", a vario titolo, di truffa continuata ai danni del Comune, falsità ideologica commessa dal privato in atto pubblico, falsa attestazione a un pubblico ufficiale e sostituzione di persona. Secondo quanto ricostruito dalla procura, l’indagine è nata da una segnalazione del segretario generale del Comune di Torre Annunziata sui costi sostenuti dall’ente per gettoni di presenza e rimborsi ai datori di lavoro dei consiglieri comunali. Il meccanismo dei rimborsi e la denuncia del segretario comunale La normativa prevede che i consiglieri comunali lavoratori dipendenti abbiano diritto ad assentarsi dal lavoro per partecipare alle riunioni degli organi comunali. Le assenze sono retribuite dal datore di lavoro, che può poi chiedere il rimborso al Comune. Proprio su questo meccanismo, secondo la procura, si sarebbe innestato il sistema contestato. Nel comunicato della procura si parla di una "rimborsopoli" a favore di consiglieri comunali. Il segretario generale del comune torrese, Amedeo Rocco, aveva segnalato, tra le altre cose, la convocazione quotidiana delle commissioni dal lunedì al venerdì, con costi ritenuti eccessivi e la necessità di un regolamento che disciplinasse l’attività. Secondo il gip, la genesi dell’indagine è collegata a una situazione di irregolarità "così palmare ed evidente" da essere stata denunciata dal segretario comunale, che aveva segnalato una possibile dispersione di denaro comunale legata anche ai rimborsi richiesti e ottenuti dai consiglieri. “Spreco di denaro pubblico”Il Gip ha sottolineato come il segretario "denunciando un patente spreco di denaro pubblico, evidenziava e segnalava al Sindaco, al presidente del Consiglio Comunale e ai presidenti delle commissioni consiliari gli eccessivi costi sostenuti nel primo quadrimestre dall'Ente Comunale per le sedute delle commissioni Consiliari (94.293,10 euro) e per i rimborsi (12.347,82 euro).Il magistrato ha poi evidenziato anche che "Il Segretario Generale richiamava poi l'attenzione degli addetti ai lavori sulle Commissioni che nell'ultimo semestre risultavano andate deserte, in quanto non era stato raggiunto il numero legale per la validità delle stesse. In questi casi, sebbene ai consiglieri presenti non potesse essere corrisposto il gettone di presenza, andava comunque riconosciuto il diritto al permesso retribuitoper aver raggiunto dalla sede del proprio lavoro quella della Commissione".Commissioni consiliari inutili "Inoltre, e sebbene si tratti di circostanze che allo stato esulano dal merito del presenteprocedimento, la denuncia da parte del Segretario Comunale di meccanismi poco trasparenti inerenti la convocazione delle commissioni consiliari era estremamente dettagliata anche con riferimento al merito di quelle convocazioni" scrive ancora il Gip che ricorda altri passaggi della denuncia del segretario."Sul punto mette conto evidenziare che, secondo il dr. Rocco, la frequenza con cui si riunivano le commissioni consiliari sembrava ancor più ingiustificata alla luce della lettura di alcuni verbali. Gli argomenti trattati dalle commissioni se in alcuni casi erano generici, in altri non rientravano nemmeno nelle competenze dell'organo consiliare, testimoniandone più in generale una carenza di contenuti politici, per cui le assidue convocazioni sembravano strumentali agli interessi personali dei Consiglieri - e in sintesi, all'attivazione del meccanismo dei rimborsi - piuttosto che alle esigenze del loro mandato”.Il "rapporto di lavoro" a Civitavecchia In particolare le contestazioni ai due consiglieri sono ben dettagliate nel provvedimento del giudice. A Giorgio, la procura contesta la costituzione fittizia di un rapporto di lavoro con una Federazione sindacale con sede a Civitavecchia, a oltre 300 chilometri da Torre Annunziata. Il rapporto, secondo gli investigatori, sarebbe stato creato per giustificare l’intera giornata di assenza dal lavoro e consentire la partecipazione alle sedute delle commissioni consiliari. Dagli accertamenti sarebbe emerso che il consigliere non si sia mai recato nella sede di Civitavecchia nel periodo corrispondente ai rimborsi erogati al datore di lavoro. La procura segnala inoltre che alcune richieste di rimborso al Comune sarebbero state sottoscritte con firma ritenuta falsa e che i rimborsi sarebbero stati accreditati su un rapporto bancario intestato a un’altra Federazione sindacale riconducibile al padre del consigliere. Il totale delle somme ritenute indebitamente erogate dal Comune da giugno a novembre 2025 e percepite dal consigliere e dal padre ammonta a 14.162,61 euro per il periodo dall’1 aprile al 30 luglio 2025. La vicenda dei tempi di precorrenza Ruggiero, invece, dipendente di un ufficio postale in un altro Comune della provincia di Napoli, avrebbe dichiarato falsamente di non avere mezzi di locomozione e di dover impiegare in media 85 minuti con i mezzi pubblici per raggiungere Torre Annunziata dalla sede di lavoro. Secondo le indagini, svolte anche attraverso l’analisi delle telecamere di videosorveglianza, il consigliere - pur non essendo intestatario di veicoli - avrebbe utilizzato normalmente un motoveicolo intestato al padre, anche lui ex consigliere comunale e assessore ma non indagato in questo procedimento, riducendo di circa mezz’ora i tempi necessari per raggiungere il Comune. Per la procura, tra ottobre 2024 e novembre 2025 avrebbe così indotto il Comune a erogare indebitamente all’ufficio postale 4.093,70 euro, pari alla differenza tra i tempi di percorrenza dichiarati e quelli ritenuti effettivi. I sequestri In esecuzione del decreto di sequestro, anche per equivalente, sono stati sequestrati uno scooter Honda del valore di circa 4.500 euro e un orologio del valore di circa 2mila euro nei confronti di uno dei due consiglieri, per una somma complessiva da sequestrare pari a 8.925 euro. Nei confronti del padre dell’altro consigliere è stato invece disposto il sequestro di 5.237,61 euro sui conti correnti. Nel provvedimento, il gip parla di fatti di "estremo allarme sociale", perché riguarderebbero condotte poste in essere da consiglieri comunali che, secondo l’accusa, avrebbero tradito il fine della funzione pubblica e piegato l’incarico a fini privati.Le dimissioni del consigliere GiorgioQuesta mattina, quando la Guardia di finanza era già entrata in azione e aveva notificato l'avviso di garanzia, Giorgio aveva annunciato le sue dimissioni dal consiglio comunale con una lettera aperta. “Con senso di responsabilità istituzionale e profondo rispetto verso la città di Torre Annunziata, rassegno le mie dimissioni dalla carica di consigliere comunale. Si tratta di una decisione sofferta, maturata esclusivamente per un atto morale e di tutela dell’immagine delle istituzioni e della comunità che ho avuto l’onore di rappresentare. Ritengo infatti che, in questo momento, sia doveroso fare un passo indietro affinché ogni vicenda possa essere chiarita con la massima serenità e trasparenza.Nutro piena fiducia nel lavoro della magistratura e sono certo che la mia posizione sarà presto chiarita, consentendo di ristabilire la verità dei fatti. Ringrazio i cittadini, i colleghi consiglieri, gli amministratori e quanti mi hanno sostenuto durante il mio percorso politico e istituzionale. Continuerò a mantenere immutato il mio amore per Torre Annunziata e il rispetto verso la sua comunità. Le istituzioni devono essere sempre preservate da ogni possibile strumentalizzazione o clima che possa nuocere alla serenità amministrativa. Per questo motivo ho ritenuto che le dimissioni rappresentino oggi la scelta più giusta e responsabile” queste le sue parole a cui è seguita la notizia dei sequestri.L’altro filone sulle false dichiarazioni Altri tre consiglieri comunali e un assessore, poi dimessosi dalla carica, sono attualmente a giudizio davanti al tribunale di Torre Annunziata per false dichiarazioni sull’inesistenza di cause di incompatibilità. Secondo la procura, avrebbero dichiarato falsamente di non avere debiti liquidi ed esigibili per imposte, tasse e tributi nei confronti del Comune, o di non aver ricevuto la notifica dell’avviso di accertamento, mentre avrebbero invece avuto un debito che costituiva causa di incompatibilità rispetto alla carica. Anche in questo caso le indagini sono partite da una segnalazione del segretario generale del Comune. Dopo la dichiarazione ritenuta mendace, i tre consiglieri hanno saldato il proprio debito con l’ente.La denuncia pubblica di Fragliasso e le dimissioni del sindaco Cuccurullo Lo scorso 5 maggio, nel giorno dell'inizio dei lavori di abbattimento di Palazzo Fienga, storica roccaforte del clan Gionta, era arrivato un monito pubblico da parte del procuratore Fragliasso. Durante la celebrazione, il numero uno della procura accusò l'amministrazione chiaramente l'amministrazione comunale. “Occorre fare ancora tanto perché Torre Annunziata si affranchi completamente dal giogo della criminalità organizzata. Con il commissariamento del Comune mi sarei aspettato uno scatto in avanti della città e dell'amministrazione comunale. Sto ancora aspettando questo segnale. Ci sono ancora troppe ombre e poche luci, troppe contiguità con la criminalità organizzata, troppe illegalità, anche in seno all'amministrazione comunale. Servono meno programmi, meno dichiarazioni di principio, meno cerimonie e più azioni concrete che siano coerenti con le dichiarazioni programmatiche. Solo così si potrà cogliere la cifra dell'effettivo cambiamento". Un atto d'accusa durissimo a cui seguirono le immediate dimissioni del sindaco Cuccurullo che definì “le parole del Procuratore Nunzio Fragliasso non colpiscono solo il Sindaco, ma l’intera comunità di Torre Annunziata. Sono parole che considero gravi e profondamente ingiuste, perché restituiscono un’immagine che non corrisponde alla realtà di una città che, invece, ogni giorno prova a rialzarsi, a ricostruire, a riconquistare dignità e fiducia nelle Istituzioni”. Seguì poi una conferenza stampa aperta alla cittadinanza in cui vennero ripetute le stesse argomentazioni e che godette dell'appoggio di molti cittadini. A distanza di pochi giorni arriva il provvedimento della procura che svela l'ennesimo scandalo a Palazzo Criscuolo. È attesa a giorni anche la valutazione della relazione della commissione d'accesso da parte del ministro dell'Interno che dovrà decidere se sottoporre al consiglio dei Ministri il provvedimento di scioglimento del consiglio comunale per infiltrazioni mafiose.