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Ultimo aggiornamento: 8:09
A Torre Annunziata è arrivata la commissione d’accesso. La prefettura di Napoli è insospettita da una informativa della Finanza sui ritardi negli sgomberi degli immobili pubblici occupati abusivamente, e su un reticolo di parentele e contatti tra famiglie di pregiudicati e persone vicine all’amministrazione. A Castellammare di Stabia se la aspettano da un momento all’altro. A maggio hanno visto tre ras del clan sul palco dei festeggiamenti per la Juve Stabia (messa qualche mese dopo in amministrazione controllata dal Tribunale per i condizionamenti del clan nell’indotto), poi a novembre hanno letto su ilfattoquotidiano.it le intercettazioni di un consigliere comunale di maggioranza con il cassiere dei boss. Lo chiamava ‘Zio’ e lo invitava ‘a fare cose importanti insieme’. Parole dette in campagna elettorale, forse c’era troppa confidenza. Il consigliere si è difeso sostenendo che erano telefonate di lavoro e non ci sono elementi per non credergli. Poi si è dimesso dopo qualche settimana, come un altro consigliere che si era ritrovato figlio e nipote indagati per associazione camorristica.
Ma sulla primavera di speranza e rinnovamento di queste popolose e confinanti città della provincia di Napoli, incombono ora le nubi di un ritorno all’autunno. Quattro anni fa si raccontò lo scioglimento quasi in contemporanea per infiltrazioni dei clan Gionta e D’Alessandro nelle macchine comunali. Nel giugno 2024 il ritorno alle urne e la vittoria di due sindaci eletti su una domanda di cambiamento. Due esponenti della società civile, come si diceva una volta, prima che si abusasse della metafora. A Torre, ha vinto il manager Corrado Cuccurullo, docente universitario, ex Cda Soresa, la società della spesa sanitaria campana, era stato cooptato da De Luca per mettere a posto i conti. A Castellammare di Stabia il giornalista ed ex direttore dell’Espresso Luigi Vicinanza, uno che dava del tu a Carlo De Benedetti e ne risanava i quotidiani locali. I loro punti in comune: due professionisti che non vivevano di politica e non provenivano dalla politica, essere alla prima prova del voto, essere designati dal Pd.






