Due sindaci di centrosinistra, area Pd, entrambi eletti esattamente due anni fa. Prima acclamati dal Pd e poi scaricati. Ma finisce ieri sera, e definitivamente, la storia dei primi cittadini di Torre Annunziata, nel napoletano, e Sarno, in provincia di Salerno: il consiglio dei ministri ha disposto lo scioglimento dei due comuni per «infiltrazioni e condizionamenti della criminalità organizzata». Esito che arriva alla fine del lavoro delle commissioni d’accesso mandate nelle due amministrazioni guidate da Corrado Cuccurullo (Torre) e Francesco Squillante (Sarno). Una batosta politica anche se, da mesi, i dem napoletani avevano staccato la spina nel primo comune. E ieri sera arriva l’epilogo di una querelle che si era aperta più di un mese fa.

IL PROLOGO È il 5 maggio e, davanti ai ministri Piantedosi e Salvini, si celebra l’avvio ai lavori di demolizione a Torre, nel cuore del centro storico, dell’ex roccaforte dei Gionta. Deve essere un segnale fortissimo contro la camorra nella cittadina dove si decise la morte del cronista Giancarlo Siani ma la cerimonia prende una piega diversa quando prende la parola Nunzio Fragliasso, a capo della procura di Torre Annunziata: «Mi sarei aspettato uno scatto in avanti della città e dell’amministrazione comunale. Sto ancora aspettando questo segnale. Ci sono ancora troppe ombre e poche luci, troppe contiguità con la criminalità organizzata, troppe illegalità, anche in seno all’amministrazione comunale», attacca il magistrato lasciando impietrito il sindaco Cuccurullo, in prima fila, che preferisce lasciare la sedia per andare in Comune e rassegnare le proprie dimissioni. Attaccando il magistrato per aver offeso la sua cittadina. Sono giorni di fuoco ma Fragliasso non arretra e, anzi, in commissione Antimafia, in un’audizione quasi tutta secretata, circostanzia le accuse contro l’amministrazione di centrosinistra. In mezzo una manifestazione in piazza organizzata dal sindaco per ribadire la sua correttezza prima che le sue dimissioni diventassero operative. E qui se la prende non solo con Fragliasso per aver offeso i suoi concittadini ma anche contro la (sua) macchina comunale per «gli uffici che hanno disatteso indirizzi politici e delibere» «per una mentalità ostile al cambiamento». Ma ecco un’altra bufera che colpisce due consiglieri dem in quei giorni infuocati: indagati insieme a una terza persona, sindacalista e padre di uno dei due, perché accusati di truffa ai danni del Comune. In sostanza avrebbero ottenuto rimborsi simulando di essere impegnati in attività sindacali a 300 km di distanza o di dover utilizzare mezzi pubblici per recarsi alle riunioni delle Commissioni consiliari. Il Consiglio dei Ministri ha sciolto i comuni di Torre Annunziata e Sarno per infiltrazioni camorristicheUn quadro allarmante al di là del lavoro della commissione d’accesso insediatasi nella cittadina alle falde Vesuvio ad inizio gennaio. Facendo capire che la storia di Torre era comunque segnata. «Alla luce delle indagini in corso anche nel Comune di Castellammare di Stabia, nei prossimi giorni incontrerò i sindaci Corrado Cuccurullo e Luigi Vicinanza (sindaco di Castellammare, cittadina pure interessata da una commissione d’accesso, ndr) per definire insieme i percorsi più opportuni da intraprendere, nell'interesse esclusivo delle città e delle comunità coinvolte», spiegò a gennaio il segretario regionale dem Piero De Luca prima che il partito alla fine decidesse di mollare al proprio destino i due primi cittadini. Eppure la vittoria di Cuccurullo nel 2024, dopo due anni di commissariamento, faceva presagire un destino diverso. Non foss’altro perché l’amministrazione guidata dal suo predecessore Vincenzo Ascione, anche lui area Pd, era stata sciolta nel 2022. Anche se l’inchiesta dell’Antimafia si chiuse con un’archiviazione. Ma ieri finisce anche la storia di Cuccurullo e si arriva a tre scioglimenti per infiltrazioni dei clan da quando c’è l’elezione diretta. A Sarno, vicenda simile con la commissione d’accesso al lavoro da molti più mesi. A farla scattare la nomina, firmata dal sindaco Squillante, di una legale all’interno del nucleo di Valutazione dell'ente. Ma la sua posizione finì al centro dell'attenzione dopo un’inchiesta della Guardia di Finanza: la donna risultò destinataria di una misura interdittiva dai pubblici uffici per nove mesi nonché di un imprenditore ritenuto dagli inquirenti a capo di un gruppo dedito a usura ed estorsioni.