L’invio della commissione d’accesso anticamorra al Comune di Torre Annunziata, formalizzato stamane dal prefetto di Napoli Michele Di Bari, è il mancato lieto fine una storia che parte da lontano. La prima richiesta alla Prefettura di accertare l’esistenza o meno di condizionamenti della criminalità organizzata nell’ente locale, risale infatti al 16 gennaio 2025. Ilfattoquotidiano.it l’ha visionata. E’ contenuta all’ultima pagina di un’informativa del nucleo operativo della Finanza del gruppo di Torre Annunziata, agli ordini del colonnello Salvatore Maione. Le Fiamme Gialle oplontine – all’epoca guidate dal colonnello Gennaro Pino – avevano collegato le mancate esecuzioni di alcune ordinanze di sgombero di immobili occupati abusivamente con la circostanza che alcuni degli occupanti risultano imparentati al clan di camorra Gallo­-Cavaliere. Una delle occupanti è la zia omonima della compagna di uno dei più stretti collaboratori del sindaco Pd Corrado Cuccurullo. Faceva parte del suo staff, poi si è dimesso. Fonti dell’amministrazione precisano che nei mesi successivi a quelle inottemperanze e alla nota della Finanza, gli sgomberi sarebbero stati eseguiti.

Nelle carte alla base della decisione della prefettura c’è anche la ricostruzione del tentativo di modifica del percorso della processione religiosa della Madonna della Neve, svolta il 22 ottobre 2024. Fu progettato di dirottarla verso via Cuparella, dove risiedono gli esponenti dei clan Gionta e Gallo con precedenti penali e misure cautelari in corso. Si voleva far passare il corteo per la piazza di spaccio di Palazzo Tittoni, e farlo sostare “nei pressi delle abitazioni di alcuni esponenti di spicco appartenenti ai clan insistenti in Città”, si legge in una nota dei carabinieri del nucleo investigativo di Torre Annunziata. Fu necessario un intervento prefettizio per conservare il tragitto originale.