Si avvicina a larghe falcate la resa dei conti a Torre Annunziata, attraversata dalle dimissioni del sindaco Corrado Cuccurullo (diventeranno irrevocabili il 25 maggio, salvo ripensamenti) dopo le accuse del procuratore Nunzio Fragliasso sulle zone d’ombra della sua amministrazione. Mentre pende al Viminale una proposta di scioglimento per camorra.
Nelle scorse ore si è avuto conferma del livello di inquinamento del contesto comunale, sul quale era intervenuto Fragliasso, sia in pubblico, durante la cerimonia di demolizione di Palazzo Fienga, che nel segreto di una audizione del comitato della commissione parlamentare anticamorra. La procura oplontina e la Guardia di Finanza hanno infatti eseguito un decreto di sequestro di oltre 18 mila euro che rivela la nuova tegola giudiziaria precipitata sull’amministrazione Cuccurullo. Sono entrambi del Pd, il capogruppo Fabio Giorgio e Gaetano Ruggiero, i consiglieri comunali indagati insieme una terza persona, sindacalista e padre di Giorgio. Ai tre vengono contestati, a vario titolo, i reati di truffa ai danni del Comune, falsità ideologica e falsa attestazione a un pubblico ufficiale sulle qualità personali proprie.
Il decreto racconta la storia di una ‘rimborsopoli’, carte e attestazioni truccate per truccare i rimborsi e i gettoni dei due consiglieri, uno dei quali, Giorgio, assunto solo fittiziamente come distaccato di un sindacato a Civitavecchia, e solo per lo scopo di gonfiare le cedole.








