Resta invariato il quadro cautelare nell’inchiesta sull’attentato ai danni di Sigfrido Ranucci. Il Tribunale del Riesame di Roma ha infatti confermato gli arresti nei confronti dei quattro indagati ritenuti i presunti autori materiali dell’attacco e ha mantenuto anche l’aggravante del metodo mafioso contestata dalla Procura. La decisione arriva dopo il ricorso presentato dai legali degli indagati, che avevano chiesto l’annullamento delle misure cautelari e una revisione dell’ipotesi accusatoria relativa all’associazione a delinquere aggravata dalle modalità mafiose. I giudici, invece, hanno ritenuto valido l’impianto costruito dagli inquirenti.
L’inchiesta riguarda l’attentato avvenuto lo scorso 16 ottobre, quando un ordigno esplose davanti all’abitazione del conduttore di Report a Pomezia.
Confermato il quadro accusatorio sui presunti esecutori
Secondo la ricostruzione della Procura, il gruppo avrebbe agito su commissione, ricevendo un compenso economico per mettere in atto l’attentato. Il Riesame ha quindi confermato la validità delle contestazioni nei confronti di Antonio Passariello, Pellegrino D’Avino, Saverio Mutone e Marika De Filippis, quest’ultima sottoposta alla misura degli arresti domiciliari. La conferma delle misure cautelari rappresenta un passaggio importante per gli investigatori, che continuano a lavorare sulla ricostruzione completa della vicenda e soprattutto sull’individuazione di eventuali livelli superiori rispetto agli esecutori materiali.










