Confermati gli arresti e il metodo mafioso per i quattro presunti esecutori materiali dell’attentato al giornalista di Report Sigfrido Ranucci. Il Tribunale del Riesame ha respinto la richiesta della difesa.

Sigfrido Ranucci (La Presse)

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Il Tribunale del Riesame oggi ha confermato gli arresti e l'aggravante del metodo mafioso nei confronti dei quattro presunti esecutori materiali dell'attentato al giornalista televisivo e conduttore di report Sigfrido Ranucci, avvenuto a Pomezia il 16 ottobre del 2025. Si tratta di Pellegrino D'Avino, Antonio Passariello, Saverio Mutone e Marika De Filippis: i primi tre restano in carcere e l'ultima ai domiciliari, come previsto dalle misure di custodia cautelare. Nei loro confronti la richiesta avanzata dai difensori Antonio Falconieri e Generoso Pagliarulo era quella di scarcerazione o dei domiciliari per tutti, e di far cadere l'aggravante del metodo mafioso.

Confermate tutte le ipotesi di reato La decisione del Tribunale del Riesame era attesa per mercoledì 22 luglio, a seguito dell'udienza di lunedì socrso, quando il collegio si è preso del tempo per decidere. Ha dunque respinto le richieste di scarcerazione avanzate dagli avvocati difensori dei quattro arrestati. Confermate anche le ipotesi di reato formulate dalla Procura della Repubblica di Roma, ossia di strage e di associazione per delinquere aggravata dal metodo mafioso. Il Riesame ha in tutto e per tutto confermato il quadro delineato dagli investigatori. Ad indagare sulla vicenda sono i carabinieri del Nucleo Investigativo, coordinati dai pubblici ministeri della Direzione distrettuale antimafia Carlo Villani ed Edoardo De Santis, le indagini proseguono con massimo riserbo e ci saranno ulteriori sviluppi. I quattro avrebbero agito su commissione, in cambio di alcune migliaia di euro.