La Laguna di Venezia, durante la Biennale, si trasforma nel palcoscenico dell’arte contemporanea. Per l’edizione in corso, dal titolo In Minor Keys, a cura della scomparsa Koyo Kouoh, nei giorni della vernice, quelli su invito, si è registrato un incremento di pubblico. Non sono mancati gli eventi spettacolari e le feste da Mille e una notte: da quella della famiglia indiana Ambani, sponsor del Padiglione nazionale, la più faraonica, al tradizionale invito di François Pinault, alla Fondazione Cini, sull’Isola di San Giorgio. Come non sono mancate le polemiche sull’apertura o meno dei padiglioni di Russia e Israele che hanno attirato giornalisti e curiosi. E un coup de theatre: la giuria istituzionale prima dell’inaugurazione si è dimessa in tronco. Toccherà così a quella popolare, per la prima volta, il 22 novembre, premiare con il Leone d’oro i migliori artisti in mostra.

Ma l’offerta culturale della città, che si confronta con un pubblico sempre più internazionale ed esigente, va oltre i Giardini e l’Arsenale, aree espositive principali della Biennale, con numerose iniziative e mostre collaterali influenzate, molto spesso, dalla tematica delle diversità scelta da Koyo Kouoh. Ormai è, infatti, diventata una gara tra fondazioni e musei a chi organizza la mostra da non perdere, spesso con il supporto delle gallerie private. Gentleman ha selezionato le più interessanti da vedere e le aperture.