Milano, 18 giu. (askanews) – Volkswagen affronta un 2026 ancora più difficile, tra rischi geopolitici, dazi, concorrenza cinese, pressione sui margini e trasformazione industriale. All’assemblea degli azionisti del gruppo tedesco, il Ceo Oliver Blume ha usato toni netti: “Mai la situazione di rischio è stata così alta, e continua a crescere”. Wolfsburg, ha spiegato, è tornata competitiva sui prodotti, ma “non fa abbastanza soldi” con le proprie auto.
La parte pubblica dell’assemblea si è conclusa. La fase di voto può essere seguita solo dagli azionisti, mentre i risultati delle votazioni saranno pubblicati nel pomeriggio. Il modello industriale che ha sostenuto per decenni il gruppo, secondo Blume, non funziona più nello scenario attuale. “Sviluppare una world car in Germania, produrla in Europa e venderla in tutto il mondo non basta più”, ha detto Blume.
Le condizioni del settore sono peggiorate ulteriormente nel 2026 per effetto del conflitto in Medio Oriente, della contrazione dei volumi e della competizione sempre più intensa. In Europa i costruttori cinesi stanno entrando “in modo sempre più aggressivo” con prezzi “non economicamente sostenibili”, mettendo pressione su volumi e qualità degli utili.











