L’Europa rischia di arrivare al 2030 senza la capacità necessaria per stoccare l’anidride carbonica che intende catturare. Secondo una nuova analisi di Wood Mackenzie, l’Unione europea potrebbe mancare di almeno 17,5 milioni di tonnellate all’anno il target fissato dal Net Zero Industry Act (Nzia), anche nell’ipotesi che tutti i progetti oggi in fase avanzata vengano realizzati nei tempi previsti. Il dato equivale a un deficit del 35% rispetto all’obiettivo europeo di 50 milioni di tonnellate annue di capacità di stoccaggio della CO2 entro la fine del decennio. Un ritardo che rischia di rallentare la decarbonizzazione dei settori industriali più difficili da elettrificare.

Lo studio, commissionato da ExxonMobil, Omv Petrom, Shell e TotalEnergies, fotografa una filiera della Carbon Capture and Storage (Ccs) ancora lontana dalla maturità industriale. Oggi meno del 6% della capacità di stoccaggio prevista dal Nzia è operativa o in costruzione. Il problema non riguarda soltanto i siti di stoccaggio. La capacità di cattura pianificata raggiunge 36,5 milioni di tonnellate all'anno, mentre quella di stoccaggio si ferma a 32,5 milioni. Entrambe restano inferiori agli obiettivi europei.

Ancora più preoccupante è il fatto che circa 26 milioni di tonnellate annue di CO2 catturata non dispongano oggi di una soluzione di stoccaggio confermata. Di queste, circa 11 milioni di tonnellate rischiano di rimanere senza sbocco industriale, soprattutto in Francia e Germania.