L’Europa ha già tagliato del 37% le proprie emissioni di gas serra negli ultimi trent’anni. Un risultato significativo, ottenuto in modo relativamente omogeneo tra i principali Paesi membri. Eppure non basta. Secondo il nuovo Decarbonization Policy & Technology Report 2026 dell’Energy&Strategy della Polimi School of Management, mantenendo l’attuale traiettoria il continente rischia di mancare gli obiettivi climatici fissati al 2040 e al 2050. Il deficit stimato è di circa 500 milioni di tonnellate di CO2 equivalente già nel 2030 e potrebbe superare 1,5 miliardi di tonnellate nei due decenni successivi.

Il rapporto prova così a rispondere a una delle domande più delicate del dibattito energetico europeo: come conciliare la decarbonizzazione con la competitività industriale in un contesto segnato da tensioni geopolitiche, costi energetici elevati e crescente concorrenza internazionale? L’analisi si concentra in particolare sulle tecnologie destinate a ridurre le emissioni nei settori industriali più difficili da elettrificare. Tra queste spiccano la cattura, utilizzo e stoccaggio della CO2 (Ccus) e l’idrogeno rinnovabile, considerate leve strategiche per raggiungere gli obiettivi climatici europei.