Il tema di una transizione energetica che sia effettivamente sostenibile, specie in un contesto di crisi su più fronti come quello attuale, è al centro del dibattito. Gli obiettivi Net-Zero 2050 sono la cornice fissata dall’Unione europea, ma il percorso appare accidentato, nonostante gli sforzi per accelerare la decarbonizzazione dei consumi. La convinzione sempre più forte è che sia necessario un nuovo mix energetico basato su fonti a basse o zero emissioni di carbonio e che i gas rinnovabili possano contribuire a ridurre le emissioni, favorire il processo di decarbonizzazione e mitigare gli effetti del cambiamento climatico. È dunque centrale fissare un obiettivo comune per promuovere l’impiego diffuso dei green gas e così contribuire alla riduzione dell’impronta carbonica dei consumi energetici.Domande di approfondimento generate da 24Ore AIIl protocollo d’intesa Proxigas-AssotermicaVa in questa direzione il Protocollo d’intesa siglato da Proxigas, associazione di riferimento del settore gas, appartenente a Confindustria, e Assotermica, che rappresenta i produttori di apparecchi e componenti per impianti termici. La sinergia è studiata per dare risposte chiare e condivise, contribuendo a politiche energetiche più efficaci. Al centro dell’intesa, che mira a spingere i biogas come volano per ridurre le emissioni, anche in un contesto di crescenti incertezze energetiche legate alle tensioni in Medio Oriente e al protrarsi del conflitto in Ucraina, c’è il ruolo strategico dei gas rinnovabili, considerati una leva fondamentale per coniugare sostenibilità ambientale, fattibilità tecnica ed equilibrio economico. L’utilizzo di questi vettori energetici consente infatti di sfruttare le reti di distribuzione già esistenti e si integra nel patrimonio edilizio nazionale, garantendo al contempo una significativa riduzione delle emissioni di Co2.Il punto di partenza è che i gas rinnovabili, da soli o miscelati con metano, possono già da oggi contribuire a ridurre l'impronta carbonica, quindi le emissioni di Co2, in tutti gli usi finali, come l'industria gasivora e l’immobiliare residenziale. Le infrastrutture di distribuzione esistenti, e gli apparecchi di usi finali, sono già idonei a bruciare queste miscele cosa che consentirebbe di ottenere lo stesso risultato, ma con una emissione di carbonio nettamente inferiore. C’è dunque la necessità di offrire una soluzione alternativa alle famiglie che, nell’ottica di un percorso di transizione energetica, vorrebbero ridurre le emissioni delle proprie abitazioni, ma non possono installare pompe di calore elettriche.I gas verdi come alternativa all’elettrificazioneUno dei principi chiave della collaborazione, che nasce in un quadro di “policrisi”, di concomitanza di sfide energetiche, economiche e geopolitiche, è la convinzione che i gas rinnovabili possano essere un’alternativa sostenibile all’elettrificazione, in un quadro di neutralità tecnologica. Secondo Proxigas e Assotermica, infatti, la transizione energetica non può basarsi su un’unica soluzione, ma deve integrare diverse tecnologie complementari. «Serve un approccio basato sulla neutralità tecnologica affiancando all’elettrificazione soluzioni alternative che permettano a tutti i cittadini di partecipare alla transizione a costi sostenibili», ha detto Pier Lorenzo Dell’Orco, presidente di Proxigas. Sulla stessa linea il presidente di Assotermica, Giuseppe Lorubio, secondo cui il dibattito pubblico sia spesso polarizzato: «Troppo spesso la discussione sulla decarbonizzazione si concentra sui presunti meriti o limiti delle singole tecnologie, dimenticando che la vera soluzione sta nella combinazione tra efficienza energetica e crescente utilizzo di fonti rinnovabili».Dati alla mano, è chiaro che «il gas naturale continuerà a svolgere un ruolo essenziale per le famiglie italiane, i gas rinnovabili valorizzano le infrastrutture esistenti senza richiedere ulteriori investimenti», ha aggiunto Dell’Orco. Del resto, il nodo è strutturale: «Con circa il 70% delle famiglie italiane che utilizza gas per il riscaldamento, la completa elettrificazione dei consumi domestici non è un obiettivo realistico», ha aggiunto. Infatti, se è chiaro che il gas continua a rappresentare un pilastro del sistema energetico domestico, lo è altrettanto che, viste le caratteristiche del parco immobiliare esistente, una completa elettrificazione dei consumi appare difficilmente realizzabile in molti contesti: su oltre 16 milioni di abitazioni classificate nelle categorie energetiche F e G, meno di 2 milioni potrebbero installare una pompa di calore, per limiti tecnici e socio-economici.