L’opportunità Gattoni (CIB): «La Direttiva Nitrati è superata, il digestato è una risorsa per l’economia circolare»di Alexis Paparo4 giugno 20253' di lettura3' di letturaL’Italia è oggi tra i principali produttori di biogas in Europa, con circa 2mila impianti operativi. Il biometano, ottenuto dalla purificazione del biogas, è ritenuto sempre più strategico per la transizione energetica perché può essere utilizzato come combustibile green per i trasporti, per la produzione di energia elettrica e termica, anche in settori industriali. E ha le potenzialità per essere un’importante leva per la decarbonizzazione del settore agricolo, attraverso l’uso del digestato - sottoprodotto del processo di digestione anaerobica, che produce biogas – alternativa ai fertilizzanti chimici di cui l’Italia è grande importatrice.La rilevanza del settore ha trovato riconoscimento anche nelle politiche pubbliche. L’ultimo segnale è la recente approvazione, da parte della Cabina di regia del Pnrr, della riallocazione di nuove risorse a favore dello sviluppo del biometano. «Queste risorse rappresentano un passaggio fondamentale per consentire la realizzazione del maggior numero possibile di progetti già ammessi nelle graduatorie del Gse», afferma Pietro Gattoni, presidente del Consorzio Italiano Biogas (Cib). «Parliamo di 298 impianti selezionati nell’ultima asta, da sommare ai 260 approvati nelle quattro precedenti. Ora servono tempi certi, comunicazioni rapide e interventi puntuali per portare a termine le iniziative e per cominciare a pianificare il post-Pnrr. Il rischio è che il termine del 30 giugno 2026 finisca per escludere progetti validi per mere questioni burocratiche».Durante Biogas Italy 2025, il Cib ha presentato una roadmap in due fasi: accelerare la messa in esercizio degli impianti finanziati dal Pnrr e delineare un nuovo schema di sostegno per il periodo successivo. L’obiettivo, contenuto anche nel Piano Nazionale Integrato Energia e Clima (Pniec), è ambizioso: produrre 5 miliardi di metri cubi di biometano entro il 2030.«La piena realizzazione degli impianti previsti dal Pnrr porterebbe a un incremento produttivo di circa 2,3 miliardi di metri cubi annui, superando i 3 miliardi complessivi entro il 2026», precisa Gattoni. «Ma è solo un primo passo. Per raggiungere i target del 2030, serviranno strumenti strutturali, certezza normativa e una pianificazione industriale stabile».I numeri del settore«Siamo il secondo produttore di biogas in Europa, dopo la Germania – sottolinea Gattoni – con oltre 2mila0 impianti, di cui la maggior parte ancora oggi destinata alla produzione di energia elettrica da cogenerazione». Dal 2018 l’Italia ha avviato una nuova fase per favorire la produzione di biometano da immettere direttamente nella rete del gas, attraverso due misure: il decreto 2018 e, più recentemente, la linea di investimento del Pnrr nel 2022, che ha allocato 1,73 miliardi di euro per lo sviluppo del settore.