Ottimi risultati per alcuni atenei italiani che continuano a scalare posizioni tra le migliori del mondo: quali sono i criteri di valutazioni
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Un plauso alle nostre università, tra le poche in Europa a migliorare reputazione e corsi di studi. È questo il responso del Qs World University Rankings che ogni anno stila la graduatoria su oltre 1.500 atenei mondiali. Migliora ancora il Politecnico di Milano, la prima delle università italiane, adesso piazzata in 87esima posizione e unica tra le migliori 100.“Impegno costante”“Il valore di questo risultato riflette la credibilità che il Politecnico di Milano ha costruito attraverso un impegno costante verso l’eccellenza, l’internazionalizzazione e l’impatto sulla società”, ha commentato al Corriere della Sera la rettrice Donatella Sciuto. L’anno scorso, il Politecnico era già entrato in top 100 piazzandosi al 98esimo posto ma adesso ha fatto ancora meglio.La classifica delle italianeA scalare posizioni anche La Sapienza di Roma, seconda tra le università italiane al 111esimo posto (era 128esima), terza si piazza l’Università di Bologna che sale in posizione numero 123 (un anno fa era 138esima). Subito dietro troviamo le università di Padova, Trento e il Politecnico di Torino fra le prime 200: a seguire anche la Statale di Milano, l’Università di Pisa, Tor Vergata e la Cattolica.Quali criteri Ogni università mondiale tra le oltre 1.500 prese in esame viene valutata sotto vari aspetti: ricerca e scoperta, esperienza di approfondimento, occupabilità, impegno globale, sostenibiltà e altre informazioni tra cui le tariffe internazionali, borse di studio, la valutazione degli studenti in gruppo, test di inglese e test accademici. Ad ognuna di queste voci viene attribuito un punteggio che va da 0 a 100 che è determinante per la classifica generale, finale, che abbiamo appena citato. La crescita italiana è costante e viene sottolineata dagli analisti: ad esempio, il Politecnico di Milano si trova in 57esima posizione quanto a gradimento dei datori di lavoro, la Sapienza di Roma è 61esima per la bravura nella rete di ricerca con altre università e ha anche un’alta reputazione accademica che la piazza al 65° posto.











