Il QS World University Rankings conferma una crescita generale degli atenei italiani ma solo il Politecnico di Milano è nella Top 100. Si deve scorrere oltre la posizione 400 per la prima università del Sud che è l’università di Napoli Federico II.

Le università italiane crescono e scalano la classifica delle migliori università del mondo. Il QS World University Rankings 2027 infatti vede ben 26 atenei italiani in miglioramento rispetto alla classifica dello scorso anno anche se purtroppo quasi tutte rimangono nelle posizioni di retrovia e solo una si conferma nella Top 100: il Politecnico di Milano. Al vertice della classifica delle università migliori del mondo si riconferma invece il Mit di Boston, che primeggia per il quindicesimo anno consecutivo, seguito a pari merito dall’Imperial College di Londra e dalla Stanford University, anche loro una riconferma del podio dello scorso anno.

Le migliori università del mondo del QS World University Rankings La classifica delle migliori università del mondo del QS World University Rankings anche quest'anno prende atto di una crescita della Cina tra i migliori atenei mondiali. Se sono ancora gli Stati Uniti a farla da padrone con nove università tra le prime venti e con i soliti Oxford, Harvard, Cambridge e Caltech, infatti, il paese asiatico registra la crescita più forte con il 72% delle università in crescita e un maggior numero di nuovi ingressi. Nella Top 10, oltre alle università anglofone di Usa e Regno Unito, troviamo all'ottavo posto il Politecnico federale di Zurigo in Svizzera e l'università di Singapore in decima posizione. Nella top 20 invece troviamo ben due Università di Pechino oltre a due atenei di Hong Kong. I parametri usati per stilare la classifica Il ranking, che valuta le università in base a sei indicatori chiave: reputazione accademica, reputazione dei datori di lavoro, rapporto docenti/studenti, citazioni per docente, rapporto docenti internazionali e rapporto studenti internazionali, quest'anno ha fatto registrare però anche un buon risultato per molti atenei italiani. Ben sui 47 presi in considerazione ben 26 infatti hanno migliorato la posizione in classifica, soprattutto grazie alla reputazione.