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Giovanna Maria Fagnani

Il «QS World University Rankings 2027» è la classifica che valuta 8.800 università in 106 nazioni in base a diversi indicatori, tra cui la reputazione accademica e quella presso i datori di lavoro

Il Politecnico di Milano, per la seconda volta, tra le 100 università migliori al mondo e con un balzo in avanti che lo porta all’87esima posizione, la più alta mai ottenuta da università italiane. E altri tre atenei milanesi che salgono nella top 500 mondiale, contribuendo, così a un’ottima prestazione: nel «Qs World University Rankings 2027» - la classifica che considera 8.800 università in 106 nazioni - l’Italia è l’unico sistema universitario europeo a crescere. Secondo l’indice elaborato dalla società britannica Qs Quacquarelli Symonds, 26 dei 47 atenei italiani salgono e solo 15 arretrano, mentre Germania, Francia, Spagna e Paesi Bassi vedono la maggioranza delle proprie università in calo. In cima, da 5 anni a questa parte, il Mit di Boston. Gli Usa dominano i vertici, con 9 università tra le prime 20, ma il 67% dei loro atenei arretra. Avanzano quelli asiatici.

L’indice, il più consultato al mondo, valuta la reputazione accademica e quella presso i datori di Lavoro, l’internazionalizzazione, gli esiti occupazionali, il rapporto docenti-studenti. Per questa edizione ha considerato 21 milioni di articoli di ricerca, 222 milioni di citazioni e i contributi 69.432 datori di lavoro. Il piazzamento più alto tra le italiane per la reputazione sul lavoro va al Poli, assieme a quella per l’internazionalizzazione. L’ateneo negli ultimi 10 anni ha guadagnato 95 posizioni. «Accanto al miglioramento di indicatori consolidati, cresce anche la dimensione dello sviluppo sostenibile, segno della capacità di coniugare eccellenza accademica e impatto sociale» sottolinea la rettrice Donatella Sciuto.