C’è un giorno preciso, ogni anno, in cui l’estate smette di essere soltanto una sensazione e diventa una realtà non solo meteorologica. È il giorno del solstizio d’estate, un evento che da migliaia di anni affascina popoli, scienziati e appassionati del cielo. Nel 2026, il solstizio cadrà domenica 21 giugno. Sarà proprio in quell’istante che inizierà ufficialmente l’estate astronomica nell’emisfero settentrionale, accompagnata, naturalmente, da ciò che caratterizza l’evento: il giorno più lungo dell’anno.
Solstizio d’estate, perché non è sempre il 21 giugno
La data del solstizio d’estate non è sempre identica, ma oscilla tra il 20 e il 22 giugno, a seconda del modo in cui il calendario si allinea con il moto della Terra intorno al Sole. Quest’anno l’appuntamento è fissato per il 21 giugno, precisamente, alle ore 10.25. Si tratta di un istante preciso, calcolato con grande accuratezza, che coincide con la posizione della Terra lungo la sua orbita. Si tratta di un evento astronomico e non meteorologico: per questo motivo può capitare che il caldo intenso sia già arrivato da settimane oppure, al contrario, che il tempo sia ancora instabile.
Perché si parla del giorno più lungo dell’anno
L’espressione “giorno più lungo dell’anno” può trarre in inganno. Non significa, infatti, che la giornata duri più di ventiquattro ore, ma solo che è quella in cui il Sole rimane sopra l’orizzonte per il maggior numero di ore. In Italia il 21 giugno, solitamente, si registrano circa quindici ore di luce, con differenze che dipendono dalla latitudine. Nelle città del Nord il Sole resta visibile qualche minuto in più rispetto a quelle del Sud, perché la durata del giorno aumenta man mano che ci si avvicina al Polo Nord. Di conseguenza, la notte che segue il solstizio è la più breve dell’anno.







