Roma, 18 giu. (askanews) – A poco più di un anno dal congresso che dovrà ridisegnare i vertici del Partito comunista cinese, Xi Jinping ha mandato un segnale netto alla sua classe dirigente: il ricambio generazionale non è ancora una priorità, almeno non nella cerchia più vicina al leader. La nomina di Cai Qi, 70 anni, alla guida della Scuola centrale del Partito non appare come un semplice avvicendamento burocratico, ma come un tassello della strategia con cui Xi sta blindando il sistema politico in vista del 2027.

Il presidente cinese e segretario generale del Pcc ha compiuto 73 anni lunedì 15 giugno. E proprio attorno al suo compleanno si sono concentrati due passaggi simbolici: l’ascesa di Cai in una delle istituzioni più importanti per la formazione dei quadri e la formalizzazione del ‘Pensiero di Xi Jinping sulla costruzione del Partito’, nuova formula dottrinale destinata a rafforzare ulteriormente la centralità ideologica del leader.

La Scuola centrale del Partito è il luogo in cui il Pcc forma i funzionari destinati a salire nella gerarchia, trasmette la linea politica, disciplina il linguaggio ideologico e seleziona i profili più affidabili. Nella storia della Repubblica popolare è stata spesso anche un osservatorio privilegiato delle lotte interne. Per questo la scelta di metterla nelle mani di Cai, quinto nella gerarchia del Partito e considerato uno degli uomini più vicini a Xi, ha un peso che va oltre il nuovo incarico.