I catanesi sanno sempre tutto. Soprattutto quando si parla di cibo. Hanno l'indirizzo giusto per gli arancini, il bar delle granite perfette, il panificio delle crispelle imperdibili e la rosticceria che "le fa come una volta". Per questo raccontare loro che a soli quaranta chilometri da Catania esiste una specialità gastronomica che molti non hanno mai assaggiato rischia quasi di sembrare una provocazione. Eppure è così.

Si chiama scacciata scordiense e, fuori dai confini del Calatino, resta nella maggior parte dei casi una perfetta sconosciuta. A Scordia, invece, è molto più di una ricetta: è una bandiera identitaria, un rito di famiglia, una tradizione che si tramanda da generazioni e che oggi prova a uscire dall'ombra per conquistare il posto che merita nel panorama gastronomico siciliano.

A guidare questa operazione di "evangelizzazione culinaria" è Carlo Piraino, imprenditore e presidente dell'Associazione La Scacciata Scordiense, nata appena otto mesi fa con un obiettivo preciso: trasformare una specialità locale in un'eccellenza riconosciuta.

Il primo risultato è già arrivato. La scacciata scordiense è entrata ufficialmente nell'elenco delle De.Co., le Denominazioni Comunali di Origine che tutelano i prodotti simbolo di un territorio. Il secondo passo sarà il Festival dei Sapori e della Scacciata Scordiense, in programma da domani a domenica in piazza San Rocco, dove produttori, degustazioni e spettacoli racconteranno il piatto che gli scordiensi considerano il loro orgoglio gastronomico.