Il progetto di una stablecoin in euro, ma anche quello della costruzione di “un ecosistema interoperabile, istituzionale e pienamente integrato con il sistema bancario”, avanza in casa Bancomat (ne avevamo scritto al tempo dell'annuncio).E le tappe della roadmap per l'iniziativa EUR.BANK si fanno sempre più ravvicinate: all'annuncio del via alle prime sperimentazioni con le principali banche italiane farà seguito infatti il progetto pilota per testare nei prossimi due mesi gli ambiti di applicazione e a gennaio 2027 l'emissione della stablecoin (fatte salve tutte le necessarie autorizzazioni delle autorità competenti che sono propedeutiche alle implementazione operative).I prossimi step, dai test all'emissioneAttualmente, proprio come annunciato dalla società che nel 2025 ha avviato un processo di semplificazione e rinnovamento che ha riunito tutti i servizi sotto un unico brand, lo step più rilevante è l'avvio della fase di sperimentazione tecnica per verificare i casi d'uso e l'infrastruttura di supporto (ma senza alcun coinvolgimento diretto della clientela). Presenti in questa fase di sperimentazione le principali banche italiane che si sono rese disponibili; l'elenco annovera Banca Generali, Banca MPS, Banca Sella, Banco BPM, BPER Banca, Cassa Centrale Banca, CREDEM, Crédit Agricole Italia e Intesa Sanpaolo.Nei principali ambiti di applicazione rientrano la tokenizzazione di strumenti finanziari, incluso il debito sovrano; pagamenti e regolamenti on-chain 24/7, a supporto di mercati digitali emergenti; supporto all'internazionalizzazione delle imprese italiane ed europee, semplificando i flussi cross-border.Come sottolineato dal Ceo di Bancomat Fabrizio Burlando, "l'iniziativa che stiamo portando avanti con alcuni tra i principali istituti bancari del Paese è un passaggio importante, non solo per BANCOMAT ma per l'intero sistema. Il nostro obiettivo è dimostrare che innovazione e stabilità non sono in contraddizione: si può costruire un'infrastruttura digitale moderna restando pienamente dentro la logica della fiducia e della tutela del risparmio", ha dichiarato Fabrizio Burlando, CEO di BANCOMAT.Il riferimento su fiducia e tutela del risparmio rimanda al tema dei rischi per gli investitori rispetto ad altri modelli (es: stablecoin non bancarie), laddove invece, in coerenza con le iniziative e europee e valorizzando il ruolo centrale delle banche, a preservare la raccolta e rafforzare la tutela dei depositanti sono le stesse riserve del sistema bancario.Consenso e interesse anche da parte di ABI che, come dichiarato dal direttore generale Marco Elio Rottigni, “guarda con favore alle iniziative di settore sulle stablecoin finalizzate ad approfondire scenari, opportunità e possibili soluzioni a beneficio dell’intero settore bancario italiano e, più in generale, del Paese. Si tratta di un percorso che può svilupparsi in modo complementare e coerente con le iniziative pubbliche in corso, contribuendo a rafforzare innovazione, sicurezza e competitività dell’ecosistema finanziario nazionale”.Il progetto continua e guarda ai prossimi step che preludono poi alla futura emissione che chiamerà in causa il ruolo di FlowPay, la fintech specializzata in open banking e soluzioni di pagamento digitale di cui Bancomat ha completato l'acquisizione nel 2025. Come annunciato all'epoca, con l'acquisizione si puntava proprio “ad accelerare lo sviluppo di tecnologie innovative e soluzioni digitali pensate per le nuove esigenze di esercenti, consumatori e banche aderenti al circuito nazionale” e - in una logica di progetti su cui insistere- la fintech sarebbe stata “il fulcro di competenze tecnologiche e regolamentari” mentre Bancomat “l'abilitatore strategico”. Dinamica a cui ascrivere anche il progetto EUR.BANK che continua la sua scorsa, in coerenza anche con le iniziative europee in corso.Gli obiettivi e le connessioni con altre iniziativeAnzi, proprio le altre iniziative continentali in sviluppo sulle stablecoin, criptovalute progettate per mantenere un valore stabile rispetto a un asset o un paniere di asset, aiutano a comprendere meglio gli obiettivi della stessa Bancomat. Come nel caso di Qivalis, il consorzio composto da 37 banche europee (tra le altre Banca Sella, CaixaBank, Danske Bank, ING, UniCredit, ecc) che punta a emettere entro l'anno una stablecoin denominata in euro.Bancomat, nel suo caso, creare la stablecoin ma anche un ecosistema interoperabile e compatibile con le altre iniziative attuali e future, compresa appunto Qivalis. Il tema della compatibilità è uno degli aspetti più sentiti e, come ci confermano da Bancomat, la visione è proprio quella di “creare una sorta di binario su cui si muoveranno poi le altre stablecoin; naturalmente ci dovranno essere accordi e tutta una serie di condizioni ma il goal finale è proprio quello di portare le altre stablecoin a muoversi su quello che è l'ecosistema di EUR.BANK”.I prossimi mesi saranno quindi interessanti per tutti coloro che, a vario titolo, guardano alle stablecoin e agli ambiti di applicazioni o casi d’uso, tema che chiama in casa anche l'utenza potenziale a cui si rivolgono (business, generalista, ecc). Nel caso di Bancomat, l'obiettivo è di far sì che l'utente abbia anche la stablecoin nel suo wallet Bancomat che già abilita altre tipologie di pagamenti, quindi un primo use case “classico”.Nel novero degli altri casi con più ampio respiro, i pagamenti cross border, per rendere più veloci e convenienti le operazioni transfrontaliere, e la tokenizzazione di strumenti finanziari, come la possibilità di comprare obbligazioni via stablecoin, consentendo all'utente più flessibilità sugli importi e sui tempi (con un modello di accesso all'acquisto potenzialmente 24/7).I progetti sono in fase di sviluppo e solo poi con il tempo, quindi a emissione fatta e relativa partecipazione, si potrà guardare, anche per gli istituti di credito, agli effetti più generali dei livelli di adozione, grandi o piccoli (su dinamiche come composizione dei depositi, erogazione dei prestiti, credito fornito all'economia reale ndr) laddove, come sottolineava anche un working paper BCE dal titolo Stablecoins and monetary policy transmission, “l'entità di questi effetti dipende in modo cruciale dalle caratteristiche di progettazione delle stablecoin e dal quadro normativo circostante, sottolineando il ruolo centrale degli accordi istituzionali nel plasmare i risultati macrofinanziari”.
A che punto è il progetto di Bancomat sulla stablecoin in euro
Al via le prime sperimentazioni con le maggiori banche italiane, guardando alla costruzione di un ecosistema interoperabile che incroci altre esperienze analoghe presenti e future in sviluppo








