Bancomat accelera su Eur.Bank, il progetto che ha l’obiettivo di sviluppare una stablecoin in euro, a cui hanno collaborato alcune delle principali istituzioni finanziarie italiane. In particolare, Banca Generali, Banca Mps, Banca Sella, Banco Bpm, Bper Banca, Cassa Centrale Banca, Credem, Crédit Agricole Italia e Intesa Sanpaolo hanno dato disponibilità ad avviare una prima fase di sperimentazione tecnica, senza coinvolgere direttamente la clientela. Obiettivi e ambiti di applicazione L’intenzione è quella di verificare i principali casi d'uso e l’infrastruttura di supporto. Eur.Bank non si limita soltanto alla creazione di una stablecoin in euro, ma punta a costruire un «ecosistema interoperabile, istituzionale e pienamente integrato con il sistema bancario», spiega una nota. Il progetto si inserisce nel quadro del dialogo istituzionale promosso con l’Associazione Bancaria Italiana (Abi) e si sviluppa in coerenza con il contesto regolamentare europeo. Tra i principali ambiti di applicazione in fase di studio: Tokenizzazione di strumenti finanziari, incluso il debito sovrano; Pagamenti e regolamenti on-chain 24 ore su 24, 7 giorni su 7, a supporto di mercati digitali emergenti; Supporto all’internazionalizzazione delle imprese italiane ed europee, semplificando i flussi cross-border. Un progetto a supporto di “innovazione e stabilità” L’iniziativa che «stiamo portando avanti con alcuni tra i principali istituti bancari del Paese è un passaggio importante, non solo per Bancomat ma per l’intero sistema. Il nostro obiettivo è dimostrare che innovazione e stabilità non sono in contraddizione: si può costruire un’infrastruttura digitale moderna restando pienamente dentro la logica della fiducia e della tutela del risparmio», afferma Fabrizio Burlando, amministratore delegato di Bancomat. «Abi guarda con favore alle iniziative di settore sulle stablecoin finalizzate ad approfondire scenari, opportunità e possibili soluzioni a beneficio dell’intero settore bancario italiano e, più in generale, del Paese. Si tratta di un percorso che può svilupparsi in modo complementare e coerente con le iniziative pubbliche in corso, contribuendo a rafforzare innovazione, sicurezza e competitività dell'ecosistema finanziario nazionale», sostiene il direttore generale dell’Abi, Marco Elio Rottigni.