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Roberto Pezzali

La vicepresidente esecutiva della Commissione europea ha presentato a Parigi un'agenda ambiziosa: Chips Act 2.0, AI Gigafactory e un veicolo da centinaia di miliardi per finanziare le tecnologie critiche. Sullo sfondo, la tensione tra sovranità digitale e le frizioni con le big tech americane che sta provando ad arginare attraverso il DMA.

Quando si parla di tecnologia e di Europa il primo pensiero, soprattutto in questi giorni, va inevitabilmente alla regolamentazione. Tutti conoscono GDPR, DSA, DMA e AI Act, quelle norme volute dall'Europa che hanno ridisegnato il rapporto tra le piattaforme digitali (americane) e il nostro mercato. Necessarie per qualcuno, eccessive e restrittive per altri, queste norme hanno portato però a un risultato probabilmente comune: hanno dato un'immagine dell'Europa come arbitro severo di un campo da gioco costruito da altri. Henna Virkkunen, vicepresidente esecutiva della Commissione europea per la Sovranità tecnologica, la Sicurezza e la Democrazia, intervenuta ieri al Vivatech di Parigi, ha provato a smontare quell'immagine. O meglio, ha cercato di dire come avviare quel cantiere che dovrebbe demolire questa figura di Europa che ha trovato nelle leggi la sola arma con cui contrastare lo strapotere americano.