HomePoliticaLucido e sicuro, non chiamatelo conservatoreLa sua fu una Chiesa influente perché non politicante ma rigorosamente impegnata a che l’azione pubblica consolidasse e non demolisse il pavimento della nostra nazioneIl cardinale RuiniRicevi le notizie di Quotidiano Nazionale su GoogleSeguiciRoma, 18 giugno 2026 – Don Camillo, il cardinal Ruini che ha guidato lungamente la Chiesa italiana durante il pontificato di San Giovanni Paolo II, ci ha lasciato affrontando serenamente la morte nella sofferenza. Lo ha accompagnato nella sobria abitazione ecclesiastica, fino all’ultimo (faticoso) respiro, la fedele "perpetua" Pierina. Lucido analista delle dinamiche pubbliche nel nome dei "principi non negoziabili", ha voluto prendere posizione a favore della riforma della giustizia.

Non per schieramento ma per dissenso con la (in)giustizia ideologica. Auspicava infatti giudici autenticamente indipendenti, orientati ad applicare e non creare le norme. Come spesso è invece accaduto proprio nelle materie eticamente sensibili con provvedimenti giudiziari a gamba tesa mentre il Parlamento, anche con diverse maggioranze, le ha sempre considerate con la cautela che meritano. La sua fu una Chiesa influente perché non politicante ma rigorosamente impegnata a che l’azione pubblica consolidasse e non demolisse il pavimento della nostra nazione, quel "non possiamo non dirci cristiani" dell’ateo Benedetto Croce. Oggi, paradossalmente, la Conferenza Episcopale sembra trattare come un dogma di fede l’autonomia differenziata tra Regioni e come materia negoziabile il fine vita.