di

Cesare Giuzzi

La donna si sentì male davanti ai carabinieri quando le chiesero dell’amico pompiere di Vigevano. Le due lettere inviate a Stasi in carcere e le parole del marito: «Lo scontrino l'hai fatto tu»

Quattro interrogatori, il malore davanti ai carabinieri quando le chiedono dell’amico pompiere di Vigevano, le due lettere inviate a Stasi in carcere e il sospetto (dei pm pavesi) che sia stata lei a dare al figlio lo scontrino di piazza Sant’Ambrogio.

Il primo interrogatorio nel 2008Madre, testimone, accusatrice involontaria. Nelle nuove indagini sul delitto di Chiara Poggi, la mamma di Andrea Sempio, Daniela Ferrari, è più di una semplice comparsa. Un passato lavorando in carcere, poi in una Rsa, in questa storia Daniela Ferrari entra per la prima volta il 6 ottobre 2008. I carabinieri di Vigevano la convocano per chiederle conto dei movimenti del figlio la mattina del delitto. Due pagine di verbale nel quale la mamma del nuovo indagato nell’inchiesta di Garlasco racconta di essere uscita alle 8 di mattina per andare a Gambolò a comprare un nuovo telecomando del cancello (trovando chiuso) e di essere poi tornata a casa «alle 9.50» per lasciare l’auto al figlio che voleva «andare a Vigevano». Racconta anche dell’amicizia tra Andrea e Marco Poggi ma dice «non sono in grado di specificarvi se mio figlio sia mai entrato all’interno dell’abitazione dei Poggi».