GARLASCO. Insulti via social, ma anche lettere piene di odio arrivate a casa, per posta. La battaglia di Daniela Ferrari, madre dell’indagato, da mesi è provare a schivare le offese che piombano sulla sua famiglia. Anche ora che è ricoverata in ospedale per una overdose di tranquillanti, assunti in maniera volontaria, come spiegano gli avvocati di Andrea Sempio. Appena un mese fa, in una intervista a Quarto grado, la donna aveva dichiarato: «Neanche la morte mi fa paura sinceramente, neanche quella. Forse sarebbe la cosa migliore per riposare. Io ti dico la verità, io ci ho pensato, ma se dovessi fare una cosa del genere, cosa dicono? La mamma si è ammazzata perché sa che il figlio è colpevole. E sai quanti messaggi mi sono già arrivati di gente che mi dice: “Ammazzati, che è meglio”?. Quando si chiuderà questa cosa, mio figlio per alcuni sarà sicuramente il colpevole, nonostante tutto». E insulti, anche con minacce, sono arrivati anche agli avvocati del figlio. Legali nel mirino Angela Taccia dopo avere ricevuto una mail con la scritta “Vi uccido entrambi con un fucile a pompa” aveva deciso di denunciare. «Mi sento più estraneo a questo clima – dice invece l’avvocato Liborio Cataliotti –. Pur ricevendo qualche insulto ho preferito non querelare. Il discorso cambia, invece, per i familiari del nostro assistito, che peraltro sono del tutto estranei all’indagine. Daniela Ferrari ha la sola colpa di essere la madre di Andrea Sempio. C’è poi chi riesce a reagire a questa valanga di odio e chi no». L’intercettazione Le stesse indagini e le intercettazioni hanno fotografato la situazione di forte stress subìto dalla madre di Sempio in questi mesi. In una telefonata del 25 marzo dello scorso anno Daniela Ferrari chiama in lacrime il figlio che sta lavorando: «C’è uno che dice in televisione che sei un assassino, hanno spostato in avanti l’orario della morte di Chiara, ci buttano addosso la m...». Il figlio gli risponde di stare tranquilla, «che è solo una trasmissione». Ma lei continua a piangere: «Però è una roba impossibile». La madre di Stasi Il fango mediatico non ha risparmiato, in passato, anche la madre di Alberto Stasi, Elisabetta Ligabò, soprattutto all’inizio delle indagini e durante i processi che hanno riguardato il figlio. Gli insulti hanno toccato lo stesso Stasi e i suoi legali: l’avvocata Giada Bocellari ha ricevuto a gennaio gravi intimidazioni, subito denunciate: «Non parlare più in tv altrimenti fai la fine di David Rossi», in riferimento all’ex dirigente di Banca Mps precipitato dalla finestra del suo ufficio.
Odio verso la mamma di Sempio. Lettere di insulti a casa e messaggi sui social: «Mi dissero: “Ammazzati”»
Nelle intercettazioni lo stress per la pressione mediatica















